Si segnala innanzituto la presenza (nei sequel, sempre a rischio) degli stessi storici attori nei panni della vittima sempre salva Sidney Prescott, dello sceriffo Linus Riley e della dispotica giornalista profittatrice Gale Weathers. Chiaramente torna il gioco metacinematografico affidato all’ampia gamma di comprimari e comparse che muoiono sciorinando discussioni sul tema dell’horror, sulla sua evoluzione, sulle sue regole e convenzioni. Con l’atteggiamento snob di un guru del genere che tutto comprende e giudica Craven costruisce una nostalgica controreazione in senso tradizionalista: le parole del cinefilo di turno chiariranno che "l’inaspettato è il nuovo cliché, il pubblico ormai conosce le regole dei film originali e l’opposto diventa il nuovo standard" e se l’incongruenza tra queste dichiarazioni del nuovo e la riproposizione nascosta della stessa maniera può confondere lo spettatore inesperto, l’appassionato coglierà il gioco ironico e ammiccante di un autore che oppone al deserto dell’horror moderno l’ancora fresca vitalità dell’horror che ha amato. La stessa polemica portata avanti da un nuovo capitolo che progressivamente si rivela un remake. Ora sta alla sensibilità e ai nervi di ognuno giudicare se l’operazione sia convincente; personalmente posso supporre i legami affettivi del regista ma anche constatare che contrapporre allo stantio l’avariato sollazza solo i nostalgici e si riassume più nel fare qualcosa di "bello" che efficace. Quello che sicuramente funziona è l’inserimento del repertorio vasto e aggiornatissimo delle ultime tecnologie nella trama: IPod, social network ed internet svolgono un ruolo fondamentale, bilanciano la scelta del "classico" ed amplificano la critica parruccona alla nuova generazione: essa vive un’epoca che offre visibilità straordinaria, una presenza ossessiva sotto lo sguardo altrui. I nuovi abitanti di questo "palazzo di vetro" sono disposti al peggio per distinguersi conquistando una notorietà e un prestigio assoluti. Anche ad ammazzare vestiti da Ghostface. Un film di Wes Craven. Con Neve Campbell, Courteney Cox, David Arquette, Emma Roberts, Hayden Panettiere. Horror, durata 103 min. - USA 2011. - Moviemax
Era il 1996 quando e nelle sale usciva Scream. Wes Craven, pietra miliare dell’horror, inventore di Nightmare, aveva ancora fatto centro con uno slasher (categoria con un maniaco omicida che perseguita un gruppo di giovani uccidendoli con un’arma da taglio) con pretese metacinematografiche un po’ sempliciotte ma perfettamente adeguate alla profondità del genere. A dieci anni dall’ultimo capitolo Ghostface torna in un quarto film capostipite di una nuova trilogia, remake del primo Scream e con la stessa fortunata formula.
























