Nanni Moretti torna sulla grande scena cinematografica, e lo fa con classe e con stile aggiungendo un certo gusto per le solite critiche da silenzioso scandalo: il pubblico però risponde con entusiasmo, perché Moretti lascia un’indimenticabile lezione di cinema.
C’è da chiedersi chi è il Papa di cui parla Moretti?Melville è uno dei numerosi cardinali che si trovano a partecipare all’elezione del Papa che succederà quello precedente:fedele convinto, ma confuso e scettico resta sorpreso e spaventato dinanzi al ruolo che la Santa Sede e il Signore gli hanno invitato a ricoprire. Nelle stanze silenziose del Vaticano, spesso troppo strette per i pensieri e le incertezze di un Papa che è prima di tutto un uomo, si respira l’aria di chi tutto sa e invece si ritrova a non sapere nulla. Allora Melville scappa: come un’adolescente a cui la famiglia nega qualcosa di importante scappa, quasi come a volersi ricercare, capire chi sia e perché stia abdicando per un po’ al suo ruolo nella vita. Il Papa di Moretti vuole essere prima di tutto l’uomo e le sue fragilità, perché ad ognuno di noi può capitare di dover ricoprire un ruolo difficile ma importante nella propria vita e allora chissà come risponderemmo ad una chiamata scottante per noi.
Ridurre il film di Moretti ad un mero scherno della chiesa, o della fede sarebbe a dir poco banale infatti lo psicanalista interpretato da Moretti è la macchietta del film ed è anche la controparte all’interno del Vaticano:scherza, ride si e forse si stupisce decisamente della compostezza austera che si respira, ma da grande mediatore esemplare tollera e rispetta, e la partita che organizza come momento di unione e di attesa ne è la prova.
Intanto Melville cerca risposte, incontra volti e spera che la psicoanalisi gli offra la soluzione, ma è solo illusione: ritrova di certo solo una parte di sé abbracciando la passione per il teatro.
Ma il merito che va a questo grande personaggio che è Melville, e da cui oggi molti dovrebbero imparare sia che ricoprano cariche sia chi semplicemente vive la vita del popolo, sta nelle parole che pronuncia prima di abbandonare la fatidica finestra:” Io faccio parte di coloro che hanno bisogno di essere condotti. Non me la sento di condurre. Non sono pronto”. Chi oggi in un mondo dove nessuno riconosce le proprie debolezze e le proprie reali capacità, ma tutti vogliono guidare spesso senza essere in grado di farlo, pronuncerebbe mai una simile frase? L’umiltà è la grande qualità del protagonista di Moretti che non ci presenta un personaggio invincibile e impenetrabile, e non ci presenta neppure un debole: ci presenta un uomo che sa essere cosciente di ciò che è, dove essere cosciente non vuol dire essere sempre pronti ma sapere quale ruolo si è capaci di interpretare o semplicemente capire che la ricerca di se stessi è sempre alle porte, riconoscendo i propri errori e le proprie vittorie.
Habemus Papam richiama molto il teatro dell’assurdo, ecco perché possiamo scoprire i personaggi a nudo che sembra quasi non recitino: tutto sembra essere reale, tutti ci credono perché il confine tra la realtà e la finzione si perde proprio per mettere in discussione la circostanza in cui tutta la scena si sviluppa.
L’atmosfera è dai colori freddi, ma senza esagerare:c’è un’attesa che pervade il mondo prima dell’inaspettato finale, perché oggi con la situazione che respira l’Italia ma anche tutto il mondo, le certezze non ci sono più e così anche la chiesa che si è sempre fatta portatrice di verità e rifugio di fedeli non sa dare risposte, o forse preferisce non darle. E così decide di farsi da parte, ecco perché i cardinali ritengono di essere tutti al fianco del Sommo Pontefice, eppure nessuno di loro si è preoccupato di abbracciarlo e di chiedergli cosa davvero ha da dire il suo cuore. Sarà il clima di austerità del Vaticano a rendere i cardinali lontani l’uno dell’altro, ma se ci riflettiamo bene non siamo spesso distanti l’uno dall’altro anche nelle mura di casa, per strada, per la città. La nostra realtà non è poi così teatralmente lontana dall’assurdo, quando ci si accorge che tutti credono di sapere ma alla fine nessuno grida davvero la propria anima, e i motivi restano nel fumo:impercettibili.
Le chiavi di lettura di Habemus Papam sembrano infinite, forse differenti ogni volta che lo si veda, ma Moretti regista è proprio questo ciò che voleva ottenere.
Articolo di: Valentina Esposito
Diretto da: Nanni Moretti
Con Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Camillo Milli.
Genere: Commedia
Durata: 104 min.
Produzione:Italia, Francia 2011.
Distribuzione:01 Distribution
Uscita:venerdì 15 aprile 2011.
























