Rasputin

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Notte fonda, Russia 1916, il principe Feliks (Daniele Savoca) ed altri aristocratici congiurati, adescano il monaco Rasputin (Francesco Cabras) in una trappola, attirandolo nella casa del giovane principe con lo scopo ultimo di ucciderlo. Rasputin vine introdotto nelle sale di Feliks dove si verrà  avvelenato, strangolato e sparato più volte, per poi infine gettarlo in un fiume. Odiato dagli aristocratici per via della sua influenza sullo Zar e delle sue origini contadine, viene qui rappresentato come un personaggio votato al martirio e al sacrificio divino, evidenziando la sua natura soprannaturale.

Rompendo nuovamente gli schemi sia narrativi che visuali, L'ultima pellicola di Luis Nero tenta un senso di marcia opposto nei confronti delle leggende sul “monaco nero” di Russia, nel mostrare prospettive differenti di questa emblematica figura.

 

L'ultima opera di Nero compie una composizione visiva che si contamina con altre forme artistiche, utilizzando diversi stili, a partire dal documentario fino ad arrivare ad una vera e propria composizione pittorica, passando dalla rappresentazione teatrale, Rasputin, infatti, si presenta come un'opera di forte impatto visivo, grazie alla perenne saturazione cromatica e alla scomposizione dello schermo, scomposizione che permette una visibilità maggiore allo spettatore, abbattendo quelle forme canoniche esibite dal cinema classico, avvicinandosi alla video arte. La pellicola del regista torinese si lascia ad un melange di sperimentazione con tratti di ricercata amatorialità che comunque non sfuggono al controllo del regista ma, si rendono partecipi del senso d'angoscia che si trasmette allo spettatore, accentuato anche dal clima documentaristico e dal racconto in prima persona di molti personaggi.

Amato o odiato che sia, nel panorama cinematografico italiano, Luis Nero compie delle coraggiose opere protese ad una sperimentazione e alla contaminazione, che  non hanno molto spazio nel campo artistico nostrano, proprio per via della poca canonicità espressa nello stile visivo e narrativo. Rasputin è senza ombra di dubbio una di queste pellicole, poiché con essa non viene solo affrontato il tema della rappresentazione e della sperimentazione, ma anche l'altra faccia della medaglia di una leggenda, un mito oscuro che in un qual modo viene riabilitato dalla sua figura per essere avvicinato ad una figura cristologica.

 

Interessante sotto ogni aspetto, Luis Nero coinvolge lo spettatore nella narrazione che si apre sullo schermo come una vera e propria scatola cinese, rivelando simultaneamente le varie azioni che si snocciolano durante tutta la narrazione, mettendo contemporaneamente in rilievo simbologie che aiutano una maggior lettura nella storia del monaco nero.

 

Paolo De Angelis

 

 

TITOLO: Rasputin
GENERE: Drammatico
REGISTA: Louis Nero
DURATA: 85
ANNO: 2011
NAZIONALITA’: Italia
DATA USCITA:  08/04/2011

 

 

 

 

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