Una lunga intervista, una lezione di storia, una confessione a cuore aperto. Tutto questo e molto di più è il film di Jo Baier che racconta la genesi dell’ultimo libro dello scrittore e giornalista Tiziano Terzani, basato sulle sue parole raccolte dal figlio Folco.
Sicuramente è un’opera difficile da “digerire” e anche semplicemente da fruire appieno al di furori di una sala cinematografica perché questo è un film fatto essenzialmente di parole e degli sguardi ora divertiti, ora pensierosi di Bruno Ganz (Tiziano Terzani) e Elio Germano (suo figlio Folco) impegnati in un confronto senza quartiere e per certi versi spietato con il passato, con la storia, con le domande indiscrete mai espresse ad alta voce.
Terzani, malato di cancro all’ultimo stadio richiama il figlio da New York per confrontarsi con lui nella sua terra d’origine, una Toscana di cui si intravedono la luce e i colori, soprattutto nelle scene relative alla passeggiata in montagna dei due, una sorta di ascensione simbolo di una ricerca più alta del “sé”.
Fluiscono liberamente i pensieri e gli aneddoti di Terzani sui suoi viaggi (in Cina, Vietnam, Tibet), sull’incontro con la moglie Angela, la nascita dei figli, tutto narrato come una bella chiacchierata con il proprio primogenito, vissuto in uno spirito di “passaggio di consegne”.
Accanto a loro si muove la sempre presente moglie Angela (Erika Pluhar), che non abbandona mai il marito e soprattutto non si abbandona al dolore, cosa che Tiziano assolutamente non vuole e, quasi con una forzatura, impone ai suoi familiari, persino alla più giovane figlia Saskia (Andrea Osvart) che ha appena dato alla luce il nipotino Niccolò.
Il difficile compito di evitare la spirale new age e spirituale un po’ fine a se stessa, che pure è una suggestione presente nell’opera di Terzani viene per fortuna compiuto, tuttavia chiedere allo spettatore di sospendere la mente e aprirla ai ragionamenti sulla vita e sui grandi valori che il grande giornalista snocciola come perle senza soluzione di continuità è forse troppo e ha fortemente penalizzato la visibilità tributata al film, nonostante la presenza del lanciatissimo e sempre bravo Elio Germano.
Articolo di Chiara Ciolfi
SCHEDA TECNICA
La fine è il mio inizio (Germania, Italia – 2011)
Un film di Jo Baier
Con Bruno Ganz, Elio Germano, Erika Pluhar, Andrea Osvart
Genere: Drammatico
Durata: 98 min.
Distribuzione: Fandango
Nelle sale dal 1 aprile 2011
























