127 ore

E-mail Stampa PDF

"Due anni lui gira per il mondo. Niente telefono, niente sigarette, niente cani e gatti. Libertà estrema. Un estremista. Un viaggiatore esteta. Che ha per casa, la strada." Molti di voi avranno riconosciuto la citazione. Ed hanno capito che con 127 ore non c’entra un fico secco. E’ però utile cominciare nel segno di un parallelismo che questo film non può non evocare, semplicemente perché condivide il fondo tematico con un capolavoro dei nostri tempi: Into the Wild. Quello tra virgolette è l’esordio di Alexander Supertramp, l’irruzione sulla scena della sua potente personalità e del suo seducente sistema ideologico. Aron Ralston, l’eroe di questa seconda incursione nella natura selvaggia, esordisce per la verità in tutt’altro modo: inerpicato nelle viscere di una città dalla quale emerge in una notte per ritrovarsi all’alba a scavalcare i cayon dei cowboys. In questo primo arco narrativo, che racconta il percorso città-natura e l’incontro con due escursioniste impreparate, la regia di Boyle adotta le scelte più estreme coniando un linguaggio che ha molto di diverso e che si normalizza solo in seguito, pur non dimenticando di ribadire a sprazzi il proprio radicalismo: parliamo dell’utilizzo di handycam, obiettivi ancorati al manubrio della mountain bike, istantanee catturate con la digitale e montate col peggior uso di Premiere; espedienti che donano ai contenuti un carattere spiccatamente amatoriale misto ad inquadrature vertiginose e punti di vista impossibili per immagini che si affiancano, si compenetrano, si ripetono sdoppiandosi. Un apparato linguistico che potremmo definire ricco, vivace, rozzo e kitsch. Ma ora concentriamoci sulla seconda parte, quella che inizia quando Aron resta incastrato nella spaccatura di un cayon malauguratamente appeso al suo braccio schiacciato da un macigno. L’impresa ardua della sua sopravvivenza è la stessa di tirare avanti un film improvvisamente bloccato anch’esso tra pareti rocciose. Ricorda un po’ la sfida di Open Water, Buried, WTC e Frozen: protagonisti immersi in un ambiente che non ne consente l’azione. Ma 127 ore è in qualche modo ancora più estremo, se si pensa che il personaggio è uno e non può comunicare in nessun modo con l’esterno, ma solo evadere con lo spirito nei ricordi, nei sogni e nelle fantasie che poi diventano reali, accompagnandolo ( e noi con lui) nella spirale del suo stesso delirio. Tanto basta e con una telecamera, una borraccia e un coltello spuntato Danny Boyle tira avanti 90 minuti di film senza che ci si annoi per nessuno di essi, facendo centro fino e soprattutto alla fine quando torna il confronto con il film di Sean Penn. Se Into the Wild infatti si risolve in una fuga entusiasta ed illuminante, perfino ideologica dalla civiltà, 127 ore compie il movimento opposto: preda di quella natura oltraggiata con spavalderia, Aron rimpiange i suoi affetti, i suoi errori e quei piccoli grandi momenti di felicità condivisa. Il suo ritorno a casa passa per la solidarietà tra gli uomini e la civiltà simbolizzatasi in un elicottero appare sulle note di una melodia trionfante. E’ qui la morale. Meno poetica, meno scontata. Più scomoda perché non fa sognare. Ma delineando il limite del nostro rapporto con la natura ci racconta che il significato dell’esistenza va cercato innanzitutto tra gli uomini, mentre il riscatto avviene come specie. Un invito a non guardare fuori quello che possediamo da porre sull’altro piatto della bilancia insieme alla dottrina eversiva ed evasiva di Into the Wild.

Giuseppe Giordano

Titolo originale 127 Hours

Paese Stati Uniti, Regno Unito

Durata 90 min

Genere drammatico, avventura, biografico

Regia Danny Boyle

Soggetto Aron Ralston

Sceneggiatura Danny Boyle, Simon Beaufoy

Fotografia Enrique Chediak

Anthony Dod Mantle

Montaggio Jon Harris

Musiche A.R. Rahman

Scenografia Suttirat Anne Larlarb

Interpreti e personaggi: James Franco, Kristi Moore, Megan McBride, Rana, Sonja Ralston, Kate Burton

 

Share Link: Share Link: Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon Yahoo Bookmarks OkNotizie Segnalo Chatta.it
 

 39 visitatori online