Un raggio di sole delicato e prezioso invade un luogo senza spazio e senza tempo, lontano dagli scenari inquieti che di lì a poco si stanno manifestando, dove la natura è solo antico ricordo: ombre e luci oscure aprono il sipario della seconda guerra mondiale.
Simone Weil, è una studentessa di Filosofia ormai filosofa di fama:nasce a Parigi ma è di origine ebraica. Analizza con criticità tutto ciò che sta accadendo, e che è pronta ad una sorta di ricerca socratica per conoscere se stessa ed il mondo: abbandona gli studi per entrare nelle Officine Renault e nasconde la sua identità, così da vivere del salario operaio e conoscere il meccanismo della catena di montaggio. Ma comincia il periodo più atroce: quello delle persecuzioni razziali, dove il mondo non è più una culla e dove ritrovarsi a respirare è un privilegio. Le si presenta però l’occasione di soggiornare in una campagna presso il contadino Thibon, filosofo che vive in quelle terre agricole insieme alla moglie, in un mondo quasi surreale nel contesto in cui nasce, ma reso speciale e vivo dai loro animi puri e semplici. E’ l’occasione di fermare un tempo e viverne un altro, indagando verso qualcosa di ora molto lontano ora tanto vicino: un paesaggio naturale dalle sfumature estive che vive di luce propria.
Per Emanuela Piovano Simone Weil è l’ emblema di sapersi confrontare con una situazione e affrontarla applicando al pensiero la pratica conseguente, facendone due realtà imprescindibili: per quanto l’epoca rappresentata sia differente, i pensieri, le riflessioni e i turbamenti umani volti al pensare e all’agire dell’occidente sono ancora oggi oggetto di continua discussione, con cause e conseguenze da analizzare, che vanno dal passato fino al nostro attuale presente.
E’ la testimonianza di una donna che ha sposato dentro se stessa due origini, culture e realtà differenti, mettendole al vaglio senza mezze misure, senza renderli spicciola teoria o esercizi di pensiero, ma provandoli sulla sua pelle, analizzando e unendo in un pensiero originale diventato poi vita, la dimensione etico-religiosa e la dimensione laico- liberale.
L’intenzione è quindi quella di far riflettere, perdersi nei meandri del pensiero, così come accadde alla filosofa in quella campagna così intrisa di natura, affascinante e inquieta allo stesso tempo dove non possiamo che perderci insieme a Simone, catturata dal paesaggio agricolo e da tutte le attività di cura e lavoro di cui necessita per poter dare i suoi frutti. Un legame speciale infatti si crea proprio il contadino Thibon, un legame particolarmente intimo e speciale, che sfiora i confini dell’amore, ma senza mai violarli.
Quello della Piovano è un cinema minimalista, che però desidera essere tagliente e sufficiente nell’essenzialità resa ricca e piena di ombre da scoprire attraverso parole fatte di sostanza e pochi mezzi.
ARTICOLO DI: Valentina Esposito
Diretto da: Emanuela Piovano
Cast: Lara Guirao, Fabrizio Rizzolo, Isabella Tabarini, Marc Perrone, Renato Liprandi.
Genere:Drammatico
Durata 87 min.
Produzione: Italia 2011.
Distribuzione:Bolero
Uscita:venerdì 11 marzo 2011.
























