Piranha 3D

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A distanza di 33 anni da Piranha di Joe Dante e a 30 da Piranha Paura di James Cameron, questi pescetti infernali tornano a infestare le nostre acque.

Stavolta si parla del lago Victoria, dove un sisma ha provocato lo slittamento di una placca, che a sua volta ha aperto un varco fra una falda sotterranea e il lago. Caso vuole che dentro questo immenso canale sotterraneo si sia conservato tutto un mondo preistorico dove, con l’evoluzione dei tempi, i piranha l’hanno fatta da padroni, divorando tutto e tutti, persino quelli della loro stessa specie. Adesso quel passaggio è aperto e, ovviamente, cominciano a venire a galla i primi cadaveri, resi quasi irriconoscibili, dei bagnanti di Victoria Lake, inondata da orde di universitari libidinosi in vacanza per il famoso break di primavera.

 

Nonostante l’idea accattivante, il film di Dante del 1978, risultò un po’ sottotono e noioso, quasi stessa sorte toccò a Cameron 3 anni dopo con Piranha paura, nonostante quest’ultimo abbia il pregio di aprire con l’ottima scena di sesso subacquea. Tuttavia, di fronte a Piranha 3D, lo spettatore è inevitabilmente trascinato dentro alla dimensione filmica. Complici sicuramente il 3D, che continua a stupire nonostante la sua familiarità, una dimensione dell’eros e della voluttuosità del tutto ritrovate e sbattute sullo schermo, senza nessuna falsa pudicizia, ed infine un orrore che si lega indissolubilmente alle reazioni, volutamente disperate, delle sue vittime, rasentando così il grottesco.

 

Piranha 3D è uno dei pochi film horror  in cui il 3D abbia un senso. Con le nuove tecnologie, infatti, è stato possibile rinfrescare un tema ormai troppo usurato, come quello del terrore subacqueo e di creature ittiche intelligenti. Lo Squalo di Spielberg, L’Orca assassina di Anderson, Tentacoli di Hellman, Barracuda di Kerwin e Crawford, sono tutti esempi di quanto, ai giorni d’oggi, ci sia una forte necessita di rivisitare il genere con nuovi parametri. Certamente, però, si deve dare un’ampia importanza all’idea di fondo e allo sviluppo pratico di questa, altrimenti si rischia di incappare in una banalissima produzione, che tuttavia si millanta la conversione in 3D (vedi San Valentino di sangue in 3D).

 

Le dichiarazioni in merito alla progettazione del film di Alexander Aja (Riflessi di paura, Alta tensione) sono state piuttosto esaurienti:

“Quando giri un film, vuoi dare a pubblico un’emozione autentica. Vuoi che il tuo film non sia solo qualcosa da guardare sullo schermo, ma un’esperienza totalmente coinvolgente. Paura e suspense servono proprio a questo: a far dimenticare allo spettatore che sta guardando un film. Voglio che lo spettatore si ritrovi risucchiato in quel mondo subacqueo e si ritrovi sott’acqua con tutti quei pesci che lo attaccano. Volevamo che fosse un’esperienza forte, il 3D la renderà indimenticabile”.

 

A differenza di Avatar, 3D per eccellenza, mai finora eguagliato, tutto sembra uscire fuori dalla schermo, venire addosso, moltiplicando così le immagini della carneficina e amplificando la partecipazione dello spettatore.

 

Anche il leitmotiv dei piranha si è rinnovato. Quel fruscio, riconoscibile ma poco credibile, delle pinne scorrazzanti sott’acqua è stato raffinato, e rafforzato dalle soggettive dei pesci. A tal proposito, altro merito del film sono le false soggettive che copiose si rincorrono lungo la pellicola e che disorientano lo spettatore.

 

Rispetto ai due capitoli precedenti, Piranha 3D risulta essere il migliore della trilogia eco-terroristica. Fiumi di sangue lo consacrano alla più agguerrita tradizione gore/splatter, dando un consistente pizzico di divertimento all’intera esperienza spettatoriale.

 

 

Distribuzione: Bim Distribuzione

Paese: Stati Uniti

Regia: Alexander Aja

Cast: Elisabeth Shue, Adam Scott, Jerry O'Connell, Ving Rhames, Jessica Szohr, Steven R. McQueen, Christopher Lloyd, Richard Dreyfuss

Sceneggiatura: Alexandre Aja, Josh Stolberg, Pete Goldfinger, Grégory Levasseur

Uscita: 4 marzo 2011

Durata: 88’

 

 

Serena Calabrese

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