Tognazzi torna dietro la macchina da presa, partendo dall’omonimo romanzo di De Cataldo verso la ricerca di un cinema che prova ad essere puro, dal tratto catartico e sincero dove stavolta si incontrano due mondi, quello dell’Oriente e dell’Occidente che cercano di avvicinarsi, vicini nell’umanità ma pur sempre conservando silenziosamente una lontananza misteriosa e inevitabile.
Diego e Walid sono due uomini uniti da un dolore comune, quello di avere un figlio handicappato. Sono due uomini diversi che affrontano questo dolore con sfumatura diversa: Walid pur avvolto in un oscuro mistero, riesce ad essere con suo figlio Yusef pieno d’amore e quasi dimentico della malattia del figlio, affrontando con orgoglio e coraggio questa realtà, mentre Diego finisce per essere consumato dal male di vivere, impaurito e incapace di essere il padre che vorrebbe mostrarsi verso il suo Giacomino attorniato dalle uniche cure di Lisa, madre premurosissima e moglie ormai distante ed assopita dalla realtà in cui lei e Diego si trovano a vivere.
Lisa e Diego sono lo specchio delle difficoltà del matrimonio, Giacomino li unisce e li divide allo stesso tempo e rispondono a questa difficoltà abbandonandosi, rassegnandosi ad una vita che solo loro potrebbero cambia se riuscissero a trasformare quella debolezza in forza.
Walid sogna di costruire una piccola casa su una collina della Siria al suo bambino, perché possa ammirare quel paesaggio unico e caratterizzante della terra d’origine. Diego tra lavoro e famiglia, conduce una vita apparentemente serena ma che lo porta di continuo ad interrogarsi su quale sia il suo rapporto con suo figlio Giacomino.
Diego conosce Walid nel centro di riabilitazione per handicappati, e da quel momento qualcosa scatta in lui:è un percorso che lo porterà a contatto con la realtà di Walid prendendo coscienza della sua di realtà, è un viaggio verso l’Oriente e verso l’Occidente, è lo scoprire una Roma diversa che nasconde molto di più di ciò che l’ordinaria realtà presenta, è ora mistero ora chiarezza, ma soprattutto è amicizia.
Il motore primo che muove questo film dai risvolti pirandelliani è proprio l’amicizia tra due uomini, ma è un’amicizia che scuote perché Diego ne porterà per sempre i segni benefici, ritrovando non solo se stesso, ma la sua famiglia e la sua vita grazie a Walid, che semplicemente mostrandosi pur con un alone misterioso da sciogliere che non coinvolga e non disarmi il suo amico, si presenta nudo e puro a Diego, come uomo libero e profondamente se stesso.
L’incontro e il sentimento d’amore universale e solidarietà fanno de “Il Padre e lo straniero” un film dove in una realtà che si presenta sempre più carica d’angoscia e di timore e che ci trova impreparati, si ha bisogno di una miccia pronta a diventare fuoco, dove anche il più piccolo particolare leggero e casuale riesca a dare la coscienza di una vita che ha bisogno ogni giorno di una ricostruzione, e che soprattutto anche quando sembra inerte e assopita va risvegliata.
Articolo di: Valentina Esposito
Un film di : Ricky Tognazzi
Cast: Alessandro Gassman, Amr waked, Ksenia Rappoport, Leo Gullotta, Nadine Labaki
Genere:Drammatico
Durata 110 min.
Produzione:Italia 2010
Distribuzione:01 Distribution
Uscita venerdì 18 febbraio 2011
























