Arriva in punta di piedi distribuito in trenta sale italiane la piccola produzione di Un giorno della vita, opera prima del regista televisivo-documentarista Giuseppe Papasso. La locandina, che vedrete più in formato digitale che dal vivo, conta assieme a quelli dei protagonisti i nomi di tre star affermate: Mariagrazia Cucinotta, Ernesto Mathieux ed Alessandro Haber. Alla rassegna stampa li vedi schierati come un muro a fronte dei giornalisti per difendere il diritto-dovere italiano ad un cinema indipendente. A tal proposito è proprio di oggi (11 gennaio, per chi legge) un’intervista del Messaggero in cui Marco Bellocchio denuncia lo stato moribondo del cinema nostrano. Fatte dovute e pietose eccezioni. E a buon intenditor poche parole. Saranno, credo, gli incassi stratosferici di questi riprovevoli sottoprodotti ad aver convinto il ministro di non-so-cosa Sandro Bondi a coniugare anche in ambito cinematografico quel termine che va cosi di moda in questa legislatura: tagliare. Quindi, se la baracca è ancora in piedi e funzionante, a mandarla avanti sembra siano proprio quei famosi di cui dicevo che, decisamente più caritatevoli di ancora per poco ministri demolitori e produttori dal principio economico più sviluppato del senso civile, lasciano comunque intendere di aver ricevuto, per la loro partecipazione vuoi “straordinaria” vuoi “amichevole”, un compenso più “etico” che monetario. Ma veniamo a noi.
Basilicata 1964. A dodici anni Salvatore finisce in riformatorio a causa della sua divorante passione per il cinema. Una passione che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve poi affrontare quotidianamente l’ostilità di suo padre, un contadino comunista che vede come fumo negli occhi la passione del figlio. Un giorno, l’annuncio della vendita di un vecchio proiettore 16 mm fa nascere in Salvatore l’idea di creare un piccolo cinema. Il progetto però ha una falla: la mancanza assoluta di denaro. Salvatore acquista il proiettore sottraendo alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti. La felicità dei ragazzi dura poco: le faccende degli adulti, le beghe politiche del paese, andando a intrecciarsi con il loro ingenuo sogno, portano alla scoperta del furto di Salvatore..
Papasso insiste su un punto: Un giorno della vita è una favola. In quanto tale non è un film politico. Allora ben venga la scelta di raccontare con gli occhi affascinati di Salvatore un mondo che evolve con gli scossoni di un’annata cruciale e si assesta su altri canoni culturali, sociali, politici. Nei paesaggi aridi e biondo oro della campagna nel Maltese, nella vita paesana con i propri riti, i suoi tabù e i personaggi improbabili che la muovono, l’ingrediente autobiografico della ricetta del racconto. Poi il caso del cinematografo che irrompe con il necessario ritardo sulla scena provinciale scatenando il panico tra chi lo osteggia e chi lo favorisce ed ama: la censura, le gambe della Loren, le sale parrocchiali. Tutto molto bello, buono e tirato a lucido con un sentimentalismo esibito nei cliché e nelle impennate musicali. Papasso non dà giudizi e altrove, in un altro momento, ci potrebbe pure stare. Ma sulla questione del “gioiellino” sbandierata da quanti fiancheggiano, avrei da ridire. Ammesso che non sia la norma per catalogare una piccola produzione necessariamente fiera del suo essere di nicchia, mi chiedo: davvero un paese di coscienze assopite aveva bisogno di un’altra favola della buonanotte ?
Regia: Giuseppe Papasso
Soggetto: Giuseppe Papasso
Sceneggiatura: Giuseppe Papasso, Mimmo Rafele
Fotografia: Ugo Menegatti
Montaggio: Valentina Romano
Suono: Federico Tummolo
Musiche: Paolo Vivaldi
Scenografia: Nunzia Decollanz
Costumi: Sandra Cianci
CAST
Pascal Zullino- Pietro
Domenico Fortunato- Rizzo, il segretario
Nando Irene- Rocco
Daniele Russo- Aurelio
Massimo Sorrentino- Ciccio
Mia Benedetta- Virginia
Matteo Basso- Salvatore
Amedeo Angelone- Alessio
Francesca D’amico- Caterina
Orazio Cammarota- Cesare
























