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Il mio nome è Khan

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America post 11 settembre, la paura dilaga, un forte clima di terrore e omofobia contagia in larga scala la popolazione. Un uomo si aggira per il paese, è di religione islamica, ha i nervi tesi e un grande zaino a spalla che non può non passare inosservato, marcia senza sosta, ha una missione e non si arresterà finché non l’avrà portata al termine, poiché la sua missione consiste nell’avvicinare l’allora presidente in carica George W. Bush per dirgli: "Il mio nome è Khan ma non sono un terrorista".

Izvan Khan (Shah Rukh Khan) soffre di una lieve forma d’autismo chiamata la Sindrome di Asperger, dopo la morte della madre si trasferisce in America per raggiungere il fratello, trovando l’amore nella bella Mandira (Kajol Mukherjee) e una vita serena, tutto ciò fino all’attacco terroristico che fece tremare il mondo occidentale, di lì in poi la sua vita cambia, tutto diventa ancor più difficile per Khan, così inizia la sua marcia per riscattare l’onore del suo popolo e l’amore della sua bella e oramai infelice Mandira.

Diretto da Karan Johar, “My Name is Khan” tratta la pluri-narrata vicenda dell’attacco alle Twin Towers ma spostando “l’occhio” della macchina da presa nel versante opposto, ovvero secondo l’ottica degli immigrati di religione islamica (e non) braccati e perseguitati senza sosta; magistralmente diretto sotto l’aspetto tecnico, la pellicola del bollywoodiano Johar mantiene dei buoni ritmi per la prima parte del film, compiendo un rocambolesco scivolone nella restate ora e mezza. Johar porta al parossismo situazioni, che risultano incredibilmente inverosimili e particolarmente patetiche, cercando con prepotenza di strappar lacrime allo spettatore, esibendo questo novello Forrest Gump orientale in tutte le salse e situazioni, fino a renderlo eroe nazionale nonché “sventatore” di piani terroristici fino al ringraziamento personale da parte dello stesso Barack Obama.

Poco o per nulla credibile, “My Name is Khan” è un film leggero che si lascia guardare, non senza meriti, poiché esibisce uno stato di malessere e paura da parte della comunità islamica negli U.S.A., “rinnovando” così, un argomento già saturo e noioso; purtroppo l’enorme pecca della pellicola consiste nello sprofondare sempre più in situazioni paradossali atte ad esibire l’animo puro del protagonista che, a lungo andare, diventano grottesche e particolarmente indigeste perfino allo spettatore più “caramelloso”.

 

 

TITOLO: Il mio nome è Khan (My Name Is Khan)

GENERE: Drammatico

REGISTA: Karan Johar

DURATA: 165 minuti

ANNO: 2010

NAZIONALITA’: India

DATA USCITA: 26/11/2010

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