Una statuetta è al centro di un intrigo internazionale. Intorno a lei si muovono ambigue figure disposte a tutto pur di entrare in suo possesso. Un viaggio caotico e adrenalinico che vede come protagonisti una giovane coppia di sconosciuti i cui ruoli finiranno per invertirsi… Kansas. Aeroporto di Wichita. Una biondina tutto pepe è intenta a fare il check-in, ignara di essere stata prescelta per un’oscura missione da un uomo che la sta osservando dall’alto. Lei è l’anonima Jude Havens, lui l’ex agente segreto Roy Miller, incaricato di proteggere una statuetta contenente una potente fonte di energia alternativa. E quale luogo migliore per nasconderla della valigia di una sconosciuta?
Dopo una serie di “scontri casuali” , i nostri fanno finalmente la loro conoscenza sullo stesso volo diretto a Boston e lei non può non rimanere affascinata dalla figura di quest’uomo misterioso, finché non scopre che lui ha ucciso tutti i passeggeri e l’equipaggio. June si ritrova così coinvolta in una serie di rocambolesche avventure, fatta di improbabili inseguimenti al cardiopalma, periodiche somministrazioni di sonniferi con relativi risvegli nei luoghi più impensati e intrighi internazionali. Nel tipico action movie americano non poteva mancare la collaudata coppia Tom Cruise/Cameron Diaz, stereotipi dell’immagine della ex meglio gioventù hollywoodiana. Consapevole dei limiti imposti dalla scarsa malleabilità dei protagonisti, il regista James Mangold gioca tutto sul ritmo incalzante del film e su una misurata ironia che imperversa qua e là tra le trame della pellicola.
Il film si presenta come la classica commedia d’azione, in cui la telecamera segue con precisione analitica i movimenti e le imprese dei protagonisti. La narrazione si distingue per il frequente uso di ellissi che regalano movimento e verve alla pellicola; passaggi temporali e spaziali che spostano l’azione da Boston a Salisburgo, fino a Siviglia, passando dalle Maldive. Il tema dominante del film è comunque l’ambiguità e la ripetizione di determinati elementi.
Il titolo originale dell’opera è Knight and Day, dove Knight, a dispetto di una pronuncia che lo vuole simile a “oscurità”, sta per cavaliere ed è allo stesso tempo il vero cognome di Roy. Ma non è tutto perché, come anticipato, l’oggetto da proteggere è contenuto in una statuetta, che guarda caso ha le fattezze di un cavaliere. La sceneggiatura solleva però non pochi dubbi, mancando di originalità e accennando solo al passato dei protagonisti.
Se l’idea di proporre un Roy misterioso e ambiguo, che a tratti sembra passare dalla parte dei cattivi, poteva avere un suo perché suscitando interesse e curiosità da parte dello spettatore, le aspettative vengono disilluse dalla insufficiente attenzione posta su questo elemento, appiattendo totalmente la personalità del protagonista. Neanche il ruolo femminile riesce ad emergere, costretto a fare da spalla a quello maschile senza potersi sviluppare autonomamente.
Da segnalare positivamente la scelta delle location, estremamente suggestive, e una colonna sonora decisamente riuscita, per un film che porta in sé poche pretese e che nella sua umiltà si osserva con un sorriso.
INNOCENTI BUGIE (KNIGHT AND DAY)
Regia: James Mangold
Paese: Stati Uniti
Genere: Commedia/azione
Cast:
Tom Cruise: Roy Miller
Cameron Diaz: June Havens
Peter Sarsgaard: Fitzgerald
Paul Dano: Samuel Feck
Jordi Mollà: Antonio
Sceneggiatura: Patrick O’Neill
Produttore: Todd Gardner, Cathy Konrad, Steve Pink, Joe Roth
Casa di Produzione: New Regency Pictures, Road Rebel, Regency Enterprises, Tree Line Film, Twentieth Century Fox, Film corporation, Wintergreen Production
Durata: 110 min.
























