The horde

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Passato inosservato dalla critica, dalla Francia arriva un altro horror da gustare tutto d’un fiato

Che sia ben chiaro: il cinema europeo, soprattutto quello targato Francia-Spagna, negli ultimi dieci anni in tema di genere, ha schiacciato i grandi colossi hollywoodiani.

The Horde non è che l’ultimo esempio di come si possa fare un film a basso costo, segnato tuttavia da un’alta inventiva tecnica autoriale e da una artigianalità degli effetti visivi sempre più lontani dalle abbondanze americane e quindi sempre più reali.

La politica del “genere” made in Europe è per numerosi versi molto vicina a quella adoperata al tempo dal cinema italiano, quando Cinecittà era territorio naturale, per western, noir, gialli e soprattutto horror. Tutto nato da inventive geniali dei registi, tutto esportato e venduto in grande del pianeta.

Il film riprende un discorso acceso già da precedenti lavori affini, e cioè quello di sfruttare la follia che sopraggiunge ad un popolo sotto effetto di contaminazione rabbiosa e violenta.

Non parliamo di zombi, quindi ma di contaminati.

La storia apparentemente ha un incpit poliziesco, per poi scatenarsi in maniera successiva verso i campi dell’horror. Un gruppo di poliziotti in borghese tenta di liberare un collega ostaggio di alcuni criminali chiusi in una palazzina nella periferia degradata di Parigi. Tutto sembra proseguire sopra i binari del noir francese con i soliti che muoiono ammazzati dopo soli pochi minuti. Il problema è che ad un certo punto gli stessi cadaveri si rianimano spinti da una forza cannibale e da una sete di violenza inaudita. Ben presto i buoni si uniscono ai cattivi rendendosi conto che ormai la follia dei contaminati non si sta diffondendo solo in quel palazzo isolato, ma si è già espansa in tutta la città portando morte e distruzione.

Grande impresa finale dei due giovani cineasti francesi Yannick Dahan e Benjamin Rocher coadiuvati da un parterre di giovani facce del cinema indipendente francese e non. I

Buttiamo uno sguardo su questi film, forse costituiscono la vera scorciatoia per la rinascita del nostro cinema

 

Di Camillo Leone

Del 26-9-2010

 

Voto 8

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