Nelle sale il remake filmico della serie culto televisiva di inizi anni ottanta.
Continua ad ampio raggio d’azione la strategia americana del remake, pensate che tra luglio e settembre usciranno anche quelli di Nightmare on Elm street e Predator, con discutibili successi da parte di pubblico, fan sfegatati puristi e critica attenta.
Questo film del regista californiano Joe Carnahan, giovane con buona esperienza ed accettabili precedenti, ripropone in chiave puramente cinematografica e con lo sguardo contemporaneo, la serie culto degli anni ottanta, che ancora oggi riscuote successo e celebrazione da parte del pubblico televisivo.
Parliamo di quei lestofanti scaccia guai di A-Team, serie che approda in Italia per la prima volta nel 1984, confezionando quasi 100 episodi suddivisi in 5 stagioni. Ad oggi è probabilmente una delle serie televisive di action movie più trasmesse in tv, con riproposizioni continue annuali nei palinsesti televisivi.
Nessun paragone con il telefilm, sia ben chiaro, anche perché metterli sullo stesso piano sarebbe un’operazione altamente pericolosa e direi più tosto ingenua.
La differenza come detto, per arrivare al culto, la fa il pubblico. Ed i fans della prima ora per adesso bocciano la pellicola, che però attira le nuovissime generazioni, affascinate dai colpi vincenti degli effetti speciali più estremi.
La prova più difficile da affrontare è stata certamente quella di cercare quanto meno di rievocare gesta e carisma di determinati personaggi.
Nessuno potrà scordare le evoluzioni sceniche dei senatori insuperabili George Peppard, Dwight Schultz, Mr T e Dirk Benedict, nella circostanza “sostituiti” dai nuovi Bradley Cooper, Quinton 'Rampage' Jackson, Sharlto Copley e Liam Neeson nell’insuperabile ruolo del Colonello “Hannibal” Smith.
La storia rimarca le origini della composizione della squadra d’azione. Ex soldati prodigio dell’esercito americano, che diventano fuori legge, e quindi ricercati e braccati dall’esercito stesso.
Una sorta di perfetto prequel del serial, riportato ai tempi ed agli usi cinematografici di oggi.
Di Camillo Leone
Del 16/6/2010
Voto 5.5
























