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La nostra vita

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Claudio (Elio Germano) lavora nell’edilizia come capocantiere, vive con Elena (Isabella Ragonese) e ha due bambini. Elena è in attesa del loro terzo pargoletto che hanno deciso di chiamare Vasco, in onore di quel Vasco Rossi che amano tanto. Sono una coppia giovane, felice, complice. Vivono momenti sereni mentre si ritrovano con la famiglia al mare, comprano mobili ikea e sognano vacanze in Costa Smeralda. Una famiglia come tante. Improvvisamente tutto precipita. Vasco viene alla luce mentre Elena muore. Il regista, Daniele Lucchetti, ci regala solamente un primo piano di Claudio che riceve la notizia dal medico. I colori intorno si offuscano e le voci si fanno più lontane. L̀ uomo è rimasto solo, padre di tre figli orfani, disperato. Ha perso ogni punto di riferimento è allo sbando, vorrebbe annientare quel dolore che ha dentro, soffocandolo. Inizia così la sua corsa verso l’abisso. Decide di fare il “salto”: da semplice manovale vuole diventare un costruttore, vuole dare ai suoi figli quello che, diversamente, non avrebbero mai avuto. Così finisce per immischiarsi in affari più grandi di lui, storie di appalti e subappalti: solite storie. In suo aiuto interverrà la famiglia, quella famiglia che in Italia ancora rappresenta un’ancora di salvezza, una rete di protezione. Lo skyline è quello della Roma delle borgate, dei conglomerarti urbani, la Roma dei “palazzinari”, di quel mondo dell’edilizia che fa i conti con la precarietà del suo popolo di muratori, immigrati senza permesso di soggiorno. Attorno a Claudio si muove un’umanità derelitta: un muratore laureato in medicina, un ragazzo rumeno alla ricerca del padre e i vicini di casa che sbarcano il lunario spacciando droga ma sanno anche improvvisarsi attente balie per il piccolo Vasco. Il regista sospende ogni giudizio morale, i comportamenti illeciti e le promiscuità sono raccontati senza moralismi o prese di posizione. La realtà non è bianca o nera ma esistono zone grigie e sfumate dove la dolcezza passa anche attraverso lo sguardo materno di una prostituta e la debolezza attraverso la disabilità di uno spacciatore sulla sedia a rotelle. Gli esseri umani sono così: un mix di bene e male, di buoni principi e alibi, di miseria e generosità. ˝La Nostra Vita ˝ è propria nostra, perché racconta qualcosa che ci riguarda da vicino. La regia di Daniele Lucchetti è attenta e puntuale ma il più grande merito del regista è costituito dalla scelta degli attori. Il cast è davvero eccezionale ed è capace di sostenere la storia che, soprattutto nell’ultima parte, rischia di cadere nella banalità. Notevole la performance di Raoul Bova, il fratello quarantenne, scapolone e timido con le donne; irriconoscibile nel ruolo del pusher è Luca Zingaretti, il ˝Montalbano˝ della TV e poi Elio Germano premiato con la Palma d’Oro come miglior attore al Festival di Cannes perfetto nella parte del ragazzo “coattello” che vuole diventare un “cattivo ragazzo” ma che non cede fino in fondo. In lui, rimane qualcosa di pulito, di profondo, nonostante il desiderio di sporcarsi le mani per fare soldi. Sulle note di ˝Anima Fragile˝ di Vasco Rossi, urlata durante il funerale di Elena, leggiamo il dolore e la rabbia per la vita che gli ha portato via l’amore di una compagna; ingoiato da un vortice che lo trascinerà fino a toccare il fondo fortunatamente riuscirà a risalire trovando la forza per ricominciare.

 

Ilaria Orsini

 

USCITA CINEMA: 21/05/2010
REGIA: Daniele Lucchetti
ATTORI:
Elio Germano, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Raoul Bova,

DURATA: 95 Min
FORMATO: Colore
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: Italia 2010

GENERE: Drammatico

 

 

 


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Ultimo aggiornamento ( Domenica 20 Giugno 2010 16:39 )  

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