Un incontro spumeggiante, reso ancora più interessante dall’avvenenza di una Renèe Zellweger in abito scuro ed un George Clooney più casual ed impossibile da contenere, che tra una battuta e l’altra parla di politica, ambiente e del suo ultimo lavoro, per il quale ha ricoperto anche il ruolo di regista.
La conferenza stampa viene aperta da un Clooney che ammette alcune difficoltà nel riuscire a gestire il doppio ruolo di attore e regista, problema che si riesce a superare solo quando si è circondati da professionisti che ti permettono di concentrarti sulla tua parte senza dover pensare ad altro.
In questa pellicola l’attore premio Oscar, com’è solito fare tramite i suoi personaggi, ironizza sulla sua età. Nel caso specifico viene chiamato “nonnetto” ed effettivamente interpreta un giocatore di football forse troppo avanti con gli anni. Questa ironia, - spiega Clooney -, è il modo migliore che conosco per ironizzare sull’inevitabilità del tempo che passa.
Per molti addetti ai lavori e non, Clooney ricorda Clark Gable, e spesso il suo nome viene avvicinato a quello del protagonista di Via col vento. Nello specifico, inoltre, “Accadde una notte”, ricorda “In amore niente regole”.
A queste affermazioni Clooney risponde che può solo fargli piacere il paragone con un grande nome del passato, ma che forse lui avrebbe qualcosa da ridire. Ammette di essersi ispirato a grandi film del passato, ma non tanto alla pellicola che vede Gable come protagonista, quanto a lungometraggi come “The Philadelphia Story” o “Prima pagina”.
Quando a Renèe Zellweger viene chiesto di parlare del suo rapporto con George sul set, la bella attrice originaria del Texas, tende a sottolineare la difficoltà nel lavorare accanto a George sia quando veste i panni di regista che quando invece indossa quelli di attore. La risposta risulterà essere ironica dato che Renèe chiuderà poi la conferenza stampa sottolineando la professionalità del suo collega.
E’ sempre l’attrice premio Oscar a rispondere alle domande dei giornalisti, che le chiedono di Lexie, il personaggio che interpreta nell’opera ed al quale vorrebbe in parte assomigliare. Della giornalista, infatti, Renèe ha ammirato molto l’ironia e la risposta sempre pronta, doti grazie alle quali riesce a muoversi molto bene nei confronti del mondo giornalistico dominato da figure maschili.
Sono state due le motivazioni che hanno portato Clooney a decidere di realizzare una commedia ambientata negli anni ’20. In parte il fascino ed il glamour che suscitano le vecchie pellicole di Hollywood di quel periodo ed in parte la necessità di realizzare una commedia vivace che lo divertisse, dato che gli ultimi lungometraggi (Michael Clayton, Syriana) che lo hanno visto protagonista erano tutt’altro genere.
L’attore non può esimersi dal parlare dell’Italia, paese che ama e che visita spesso e volentieri. “Sto studiando la lingua italiana” – ammette Clooney – “ma non mi sento così preparato da poterla utilizzare in quest’occasione”. Il regista ammette di conoscere ed amare il cinema italiano e non nasconde a volte di trarne ispirazioni per il suo lavoro.
“Quando ho ricoperto il ruolo di protagonista in Syriana non volevo certo diventare un agente della CIA”. Scherzando con i giornalisti, risponde in questo modo il regista americano quando gli viene chiesto se quello che accade a Dodge Connelly sul grande schermo, accadrà a George Clooney nella realtà.
Nei progetti futuri di Clooney regista ci sarà sicuramente una pellicola che vedrà le elezioni politiche come sfondo. E’ infatti questo uno degli argomenti della cultura americana che vorrebbe affrontare da vicino e che più lo affascina.
La politica e la situazione nel Darfur non potevano essere tralasciate in conferenza. Ai giornalisti viene risposto che l’impegno a favore del Darfur rimane sempre il medesimo, con la speranza di vedere in un futuro prossimo, i governi uniti nell’obiettivo comune di proteggere le forze ONU impegnate nel mondo. Clooney parla delle elezioni politiche, protagoniste al momento tanto in America quanto in Italia, e tenta un confronto tra Walter Veltroni e Barak Obama, entrambi uomini di pace, disposti al dialogo con i giovani ed impegnati nella salvaguardia dell’ambiente.
A Renèe invece l’arduo compito di esprimere il suo punto di vista sulla professione di giornalista. “Ammiro i giornalisti, e’ una professione che mi affascina ma ho paura dei compromessi, si rischia di dare un valore alla verità”.
Al termine dell’incontro, i due attori, concedono una stretta di mano e qualche autografo ai loro fans italiani.
ARTICOLO DI: Gianmarco Fumasoli
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