One Day

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Un uomo, una donna, vent’anni delle loro vite: alti e bassi, gioie e dolori, ma sempre il filo sottile della gioia di vivere.

A voler essere estremamente sintetici il messaggio del bel film della regista danese Lone Scherfig è vivere sempre con gioia, qualsiasi evento la vita riservi.

One Day è un grande film d’amore, come da tempo non si vedeva sugli schermi (per l’intensità mi ha ricordato un film della mia giovinezza: L’amore è una cosa meravigliosa), una storia semplice e complicata allo stesso tempo come quelle di tutte le persone che si amano senza saperlo o senza volerne prenderne atto.

O meglio Emma lo sa, da sempre, mentre Dexter non vuole interrogarsi sulla vera natura dei suoi sentimenti per Emma e spingersi oltre il rapporto di grande amicizia.

One Day è anche il percorso illustrato con grande autenticità delle trasformazioni che avvengono (o non avvengono) quando - finita l’epoca degli studi - si affrontano la vita e le sue complesse problematiche.

La storia comincia il 15 luglio del 1988 e racconta vent’anni delle vite dei protagonisti fotografandoli sempre il 15 luglio: con le loro speranze e delusioni, i matrimoni e i divorzi, i successi e gli insuccessi, ne conosciamo amici, parenti e colleghi di lavoro sempre in eventi che avvengono il 15 luglio.

Luglio 1988 un gruppo di ragazzi si è appena laureato nell’Università di Edimburgo (bellissima la scena quando sciamano con le toghe e il tocco giù per la scalinata) e nei festeggiamenti Emma e Dexter s’incontrano. Emma è bruttina, povera, con molti complessi, ma con una gran voglia di riuscire. Dexter è bello, ricco e abituato ad aver tutto senza fatica. Dexter non aveva mai notato Emma, lei da sempre aveva una ‘cotta’ per lui.

Tratto dall’omonimo romanzo di David Nicholls (un bestseller mondiale tradotto in 31 lingue e ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Regno Unito, Svezia, Germania, Russia e Italia, dove è pubblicato da Neri Pozza), il film ha richiesto un notevole impegno in fase di realizzazione sia perché ha dovuto seguire il processo di maturazione intellettuale e fisica - non solo dei due protagonisti - sottolineandone i mutamenti, sia per dare continuità al racconto che correva il rischio di essere disorganico nella sua scansione al 15 luglio. Lone Scherfig - ben coadiuvata da Anne Hathaway (Emma) e Jim Sturgess (Dexter) - è stata bravissima a immaginare il fluire unitario delle vite dei protagonisti di cui focalizzava il 15 luglio di ogni anno.

Anne Hathaway ha saputo interpretare perfettamente l’intelligenza e la vulnerabilità di Emma e seguirla nella sua crescita umana e lavorativa dal primo lavoro di cameriera in un ristorante londinese (anche nella Londra degli anni Novanta era difficile per un neo laureato trovare un lavoro consono agli stuti effettuati) fino a divenire un’affermata scrittrice di libri per l’infanzia.

Jim Sturgess si è calato ottimamente nei panni di Dexter, abbastanza mutevole negli anni, ma sempre ancorato al principio di godere la vita al massimo. Le sue doti umane e la disponibilità economica all’Università e nei primi impatti con la vita lavorativa lo fanno sentire a suo agio ovunque e lo rafforzano nell’idea che tutto andrà sempre per il meglio senza fatica. Ovviamente nella vita non è così e Dexter si troverà spaesato. Jim Sturgess è così bravo da farcelo amare sempre.

Infine non possiamo non sottolineare la bellezza delle immagini di Londra che fanno rivivere il mito di energia e di vita che la città sprigionava negli anni Novanta, rendendola meta prediletta per tanti giovani.

Un film comunque da non perdere.

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