Cosa succede a un giovane e ricco immobiliarista con la carriera come principale ragione di vita quando gli arriva nella bella casa in Park Avenue un pinguino vivo?
Speriamo non sia un’occasione sprecata la scelta della distribuzione di programmare questo film nei giorni di Ferragosto (sarà nelle sale a partire dal 12): I Pinguini di mr. Popper è infatti un’opera deliziosa che meriterebbe un grande successo di pubblico.
Liberamente ispirato a un classico della letteratura americana per l’infanzia (‘Mr. Popper’s Penguins’ scritto dai coniugi Richard e Florence Atwater, pubblicato nel 1938 e ancor oggi in tutte le biblioteche delle scuole primarie statunitensi), il film pur mutando l’ambientazione e la tipologia dei personaggi (Mr. Popper nel libro è un modesto imbianchino che vive in una piccola città , mentre nel film è un giovane e rampante immobiliarista che vive in un lussuoso appartamento in Park Avenue) conserva integri i valori del testo originario.
Farlo svolgere a New York è stata una scelta importante per il messaggio sui valori della famiglia e sull’amore verso il prossimo (i pinguini): New York è infatti il simbolo dell’economia e delle sue leggi che non hanno remore pur di raggiungere il successo (esemplari le scene in cui Popper ‘circuisce’ l’anziano proprietario che non vuole più vendere il suo storico edifico).
E poi è molto più divertente veder passeggiare sei pinguini in fila nel traffico e tra le luci di una grande città o vederli scivolare lungo la rampa a spirale del Guggemheim Museum, uno dei più famosi edifici moderni al mondo, piuttosto che vederli muoversi nelle strade e tra i normali edifici di una cittadina di provincia.
New York - di cui sono proposti alcuni degli angoli più belli e storici come il Flatiron Building (edificio del 1902 tra la 5th Avenue e la 88esima strada) o la ricostruzione del famoso ristorante (chiuso nel 2009) dei vip cittadini ospitato nel Tavern on the Green, edificio di stile vittoriano costruito a Central Park per dare rifugio alle greggi nel 1871, oltre al già citato museo e a tanti altri scorci - imbiancata dalla neve assume un’aura tra l’immaginifico e il sogno (che ben si addice a una favola moderna) e la città ripresa in modo magnifico diviene coprotagonista del film.
La grande sorpresa sono i pinguini le cui interpretazioni e simpatia surclassano quelle degli umani: sono semplicemente favolosi per come si muovono e partecipano alle varie situazioni. Per il loro addestramento è stata creata un’apposita struttura con piscina (i pinguini hanno bisogno di molta acqua, pulizia e basse temperature, non più di 4 gradi) e grande merito va riconosciuto a chi ha saputo addestrarli così bene: per tutti e sei era la prima partecipazione a uno spettacolo, provenendo direttamente dalle isole Falkland e dalla Georgia australe.
Altrettanto bravo è stato il team degli effetti visivi - intervenuto ogniqualvolta erano da girare scene in cui per la tipologia dell’azione o della location non potevano essere impiegati gli uccelli in carne e ossa - il quale è riuscito a realizzare pinguini talmente reali da poterli confondere con quelli veri. Alla base di un risultato così brillante vi è stato un accurato lavoro basato sull’osservazione dettagliata dei movimenti e delle espressioni e l’adozione di tecnologie molto sofisticate. L’ottimo risultato raggiunto è dimostrato dal non accorgersi lo spettatore quando gli ‘effetti visivi’ si sostituiscono ai pinguini veri.
Per quanto riguarda gli umani Jim Carrey interpreta con grande sensibilità , discrezione, simpatia e partecipazione la maturazione di mr. Popper verso un rapporto più completo e profondo con gli altri: in primis i figli e la ex-moglie, aprendo il cuore e la mente a un orizzonte più vasto del successo sul lavoro.
Tutto il cast peraltro fornisce un’ottima prova sia individuale, sia corale: su tutti eccelle la classe di Angela Lansbury che tratteggia mrs. Van Gundy in modo eccezionale, e una menzione speciale va al giovane Maxwell Perry Cotton che crea un accattivante piccolo Popper senza cadere in quegli atteggiamenti che non fanno amare i bambini al cinema.
E infine come definire la regia? Se il film scorre veloce e affascinante senza alcuna caduta di ritmo e interesse, il merito è di Waters che ha saputo creare un equilibrato cocktail tra umani, pinguini ed effetti visivi. E non c’è nulla di meglio di un cocktail ben riuscito.
Â
La scheda
Regia: Mark Waters
Attori: Jim Carrey (Mr. Popper), Carla Gugino (Amanda), Angela Lansbury (Mrs. Van Gundy), Ophelia Lovibond (Pippi), Madeline Carrol (Janie), Clark Gregg (Nat Jones), Jeffrey Tambor (Mr. Gremmins), David Krumholtz (Kent), Philip Baker Hall (Franklin), Maxwell Perry Cotton (Billy), Dominic Chianese (Reader), William C. Mitchell (Yates), Henry Keleman (Young Tommy Popper), Kelly Barrett (Tommy’s Mom)
Sceneggiatura: Sean Anders & John Morris e Jared Stern
Soggetto: Mr. Popper’s Penguins scritto da Richard e Florence Atwater
Scenografia: Stuart Wurtzel
Direttore della fotografia: Florian Ballhaus
Montaggio: Bruce Green
Musica: Rolfe Kent
Costumi Supervisor: J. Kevin Draves
Visual Effects Producer: Blondel Aidoo
Visual Effects Supervisor: Richard E. Hollander
Anno: 2011
Produzione: John Davis Entertainment Company
Distribuzione: Twentieth Centuty Fox
Durata: 94 minuti
Nazionalità : Usa
                                                                                       Salvatore Longo























