Tree of life

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La cosa migliore che potrei scrivere è breve: andate a vedere Tree of Life. Ci metto la fiducia e prometto un rimborso ad ognuno che tra voi non reputi ne sia valsa la pena. Punto. Solo questo. Invio (e Gianmarco per punizione mi condannerebbe a recensire una maratona di Twilight). Per il resto dire di un film così imponente quantomeno senza sminuirne il senso è un compito arduo perfino per le migliori penne della critica che lo hanno definito una sinfonia cosmica.

Sinfonia cosmica mi piace. Se non altro perché contiene in sé un altro concetto, quello di armonia, che in senso tecnico-musicale significa la disposizione verticale dei suoni, la relazione, ad esempio, tra la melodia di un pianoforte e quella di un violino che suonano in simultaneità. In termini filmici l’armonia è un parametro complesso misurato su una delicata consonanza fra montaggio, colori, composizione dell’inquadratura, luci, movimenti di macchina, rumori, parole e colonna sonora: lo spettro totale degli aspetti realizzativi, intrecciati come fili delicatissimi in un preciso ricamo che rischia di strapparsi con due secondi di immagine superflui. Ma le mani di Malick, quelle di un sarto o di un direttore di orchestra, scegliete voi, realizzano l’armonia splendida e continua che allude all’idea di tutto, di perfezione, di origine e cioè di Natura; perché se noi, accezioni di Natura, siamo quindi Natura ed essa è profondamente e realmente la nostra comune origine, allora è con essa ed attraverso di essa che possiamo comunicare. La tesi dell’origine naturale espressa ne La sottile linea rossa è cioè la licenza di universalità di un linguaggio che Malick rifonda alla maniera di Kubrick di 2001 Odissea nello spazio; ma se qui la ricerca di una comunicazione non verbale, non opinabile, non fraintendibile, oltre la parola era affidata all’esattezza e alla leggibilità delle forme geometriche, in Tree of life viene delegata agli ingredienti della vita: la luce e il fuoco del sole, l’acqua degli oceani, gli alberi nelle loro inafferrabili forme.

 Non un commento di più ma questo consiglio: rinunciate, una volta in sala, all’interpretazione, alle categorizzazioni facili, a qualsiasi parametro di giudizio o metodo di organizzazione razionale. Il film di Malick è un opera primitiva il cui sfuggente o comunque inesprimibile significato è parte della bellezza del mistero che attraversa le immagini e lascia un ombra sul cuore.

Un film di Terrence Malick. Con Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain, Fiona Shaw, Joanna Going. Drammatico, durata 138 min. - India, Gran Bretagna 2011.

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