Carissima me,
oggi compio 7 anni e ti scrivo questa lettera per dirti di ricordare della promessa fatta all’età della ragione e anche ricordarti che voglio diventare…
Questa è la lettera che riceve Margaret, consumata donna d’affari, il giorno del suo quarantesimo compleanno. A volte non sempre i desideri di quando eravamo bambini si avverano nel corso tempo. Da adulti non tutte le cose vanno come avevamo immaginato, ma basta un piccolo ricordo per far si che i nostri sogni dell’infanzia si avverino. Questo è il tema trattato nel film Carissima me di Yann Samuell in uscita nelle sale italiane venerdì 11 marzo 2011. L’idea di scrivere questo lungometraggio sul tema dell’infanzia, Yann l’ha avuta per la sua vita: il giorno del suo diciottesimo compleanno si è chiesto che cosa avrebbe voluto ricevere per regalo e ha pensato che sarebbe stato fantastico ricevere notizie di se stesso da bambino e ricordarsi delle cose che erano state importanti per lui. Detto, fatto e l’idea per la sua vita si è trasformata in un film. I protagonisti del film, soprattutto Margaret, interpretata da Sophie Marceau, hanno un forte legame con l’infanzia, tema principale del lungometraggio. Il regista ha voluto sviluppare il legame tra questo tema con la vita adulta perché ritrovare l’infanzia significa ritrovare le proprie origini e riscoprire il proprio punto di partenza ed il percorso iniziale, prima che venga deviato dagli ostacoli della vita. Ed è proprio grazie a questo ritrovamento che possiamo mettere in discussione la nostra vita rendendola più felice prendendo strade diverse.
Carissima me è una commedia che tratta altri temi, come la storia d’amore tra Margaret e Malcom, voluta dai due attori, Sophie Marceau e Marton Csokas, che inizialmente interpretavano una coppia riservata e più “professionale”, ma in seguito al loro affiatamento sulla scena hanno deciso di dare più intimità alla coppia da loro interpretata. Un altro tema poco visibile nelle commedie francesi, ma ben trattato in questa, è l’ambiente del business. La scelta di sviluppare questo tema è venuta per cercare un contrappunto all’infanzia di Marguerite. Quando da piccoli ci proiettiamo nel futuro, ci immaginiamo di creare qualcosa con le nostre mani, al contrario di ciò che avviene nelle aziende dove si gioca con i concetti, i numeri e il denaro virtuale. Questi spazi vuoti aziendali rappresentano, per il regista, l’antitesi di ciò che immaginiamo da bambini riguardo il mondo del lavoro. Oltre al contrasto tra ciò che si pensava e ciò che è realmente il mondo del lavoro, nel film vi sono altri contrasti: Yann definisce Carissima me un film “verticale” perché deve far incontrare l’infanzia e il mondo adulto, l’Europa e l’Africa oppure la provincia e una città francese molto grande e ciò rispecchia molti contrasti che vi sono nel mondo attuale. Per dare questo senso di verticalità, Yann ha utilizzato delle scenografie particolari in modo che siano i personaggi a riempire gli spazi e giocando soprattutto con la luce e i colori.
Carissima me, come si può intuire non è la classica commedia o il classico film francese, ma è un lavoro molto curato che ci fa riflettere sulla nostra vita, e soprattutto su una domanda: siamo diventati ciò che volevamo da bambini?
Articolo di: Elisa Lerda
Titolo: Carissima me (L’Age de raison)
Regista: Yann Samuell
Genere: Commedia, Sentimentale
Anno: 2010
Nazionalità: Francia
Data uscita: 11/03/2011























