Chi ha amato Il Divo e Gomorra ritroverà la stessa volontà di indagare un fatto centrale nella cronaca finanziaria italiana degli ultimi anni come il crac Parmalat e un’altra delle ottime interpretazioni di Toni Servillo tale da fargli salire un ulteriore gradino della scala del prestigio tributato a chi non solo lavora in film impegnati e che fanno molto discutere, ma riescono anche a raccogliere un consistente successo di pubblico.
Leda è un “gioiellino”, un’azienda del ramo agro-alimentare messa su e lanciata verso l’espansione da Amanzio Rastelli (un perfetto Remo Girone) con l’aiuto del suo fidato direttore finanziario il ragionier Botta (Toni Servillo). La ventata di novità portata dai giovani Magnaghi (Lino Guanciale) e dalla nipote di Rastelli, Laura Aliprandi (Sarah Felberbaum) nel ramo del marketing e degli investimenti spinge il fondatore a rischiare su nuovi mercati esteri, in particolare i neonati Paesi dell’Est, liberi dal giogo dell’URSS, e gli USA.
Tuttavia, ben presto la partita si dimostra più dura del previsto da giocare e il gruppo si trova coinvolto in una spirale di debiti e mancanza di liquidità sempre più pressante. Rastelli e Botta in primis si servono di qualunque mezzo pur di tenere in piedi un’azienda sull’orlo del tracollo, ma che per loro sembra quasi rappresentare l’unica ragione di vita.
Il caso Parmalat, pur non essendo mai esplicitamente nominato né in termini di persone esistenti, né in termini di luoghi o fatti precisi, aleggia su tutto il film come un’ispirazione costante e una linea guida. Il regista Andrea Molaioli (già autore di “La ragazza del lago”) si è servito per il necessario lavoro di ricerca e scrittura, mai così fondamentale come per questo film, della valida collaborazione di Ludovica Rampoldi e del giornalista Gabriele Romagnoli.
L’introduzione del personaggio di Laura, interpretato dalla Felberbaum, è sostanzialmente l’unica deviazione dalla cronaca reale e introduce un elemento di analisi interiore dei personaggi, indagati anche nelle loro emozioni, nel loro modo di vivere e nei loro valori di cui Rastelli- Girone si riempie la bocca.
Ne viene fuori un film puntuale nei tempi della narrazione e interessante nel senso più attuale del termine, poiché trova una via originale e tutta sua per non limitarsi alla mera trasposizione su schermo di fatti accaduti, ma li trasfigura, mostrando una provincia italiana fatta di aziende piccole ormai cresciute fino a raggiungere la quotazione in Borsa, ma ancorate a una certa “cultura del vertice”, oltre che dominate dall’idea che il denaro sia qualcosa di cui non si parla, ma che, nel privato degli uffici dirigenziali, può essere maneggiato a piacimento, anzi, in certi casi addirittura inventato.
Articolo di Chiara Ciolfi
SCHEDA TECNICA
Il Gioiellino (Italia 2010)
Un film di Andrea Molaioli
Con Remo Girone, Toni Servillo, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale, Fausto Maria Sciarappa
Genere: drammatico
Durata: 110 minuti
Produzione: Indigo Film & Babe Films
In collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: BIM Distribuzione
Nelle sale dal 4 marzo 2011
www.corriere.it/ilgioiellino























