Il grinta

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Ambientato intorno al 1870, nell’America di frontiera subito dopo la guerra civile, il film assume la prospettiva di Mattie Ross, una ragazzina di quattordici anni che decisa a vendicare la morte del padre, ucciso a sangue freddo, si mette in viaggio verso Forth Smith alla ricerca dell’assassino. Determinata nel vedere impiccato il temibile Chaney, l’insolita eroina si affida allo spietato e alcolizzato Rooster Cogburn (Jeff Bridges), sceriffo della città dal grilletto facile, e successivamente anche al ciarliero Texas Rangers LaBouf (Matt Damon) che vorrebbe però riscuotere in Texas la grossa taglia che pende sulla testa di Chaney (Josh Brolin). Lungo la strada emergeranno i codici morali che guidano i personaggi di quest’avventura, portandoli in una serie di scontri e incontri spesso drammatici ma rappresentati sempre con il tono scanzonato ma commovente del cinema dei Coen. Il film va considerato più come una nuova versione del romanzo di Charles Portis che come un rifacimento del precedente film con John Wayne. A colpire i fratelli filmaker è stata la scelta coraggiosa di Portis di inserire una ragazza, determinata e inarrestabile, al centro di un romanzo denso di brutalità, ironia e crudeli realtà. Il romanzo è sicuramente un western, genere nel quale i fratelli Coen non si erano mai cimentati, e la sceneggiatura del film resta decisamente fedele al libro, i dialoghi sono colti in tutta la loro musicalità. Il linguaggio adoperato ne Il Grinta è straordinario per quanto sia vero e appropriato. Il modo in cui i Coen hanno reinterpretato ed esteso in maniera visiva ciò che Portis aveva fatto nel romanzo resta meraviglioso. Il ruolo centrale del film resta, però, quello di Mattie, la bambina in cerca di vendetta, personaggio abbastanza raro e unico nella letteratura americana, che grazie al suo coraggio e al suo incrollabile individualismo, riesce ad incarnare alla perfezione gli ideali americani. Il ruolo di Mattie è interpretato da Hailee Steinfeld, che dopo mesi di ricerche è riuscita convincere i direttori del casting grazie alla sua vivace personalità e alla sua apparente incoscienza. Infatti, non era facile trovare un’attrice che fosse in grado di portare sullo schermo sia la profonda tenerezza che l’immensa determinazione dell’eroina del romanzo. Rooster Cogburn e LaBoeuf sono figure che durante il film seguono un percorso che inevitabilmente li cambia. Infatti, inizialmente ci appaiono cinici, senza sentimenti, con la sola passione del denaro e quindi perfettamente inseriti nel contesto western fatto di personale giustizia, vendetta e natura selvaggia. Nel corso del tempo passato con Mattie e la sua passione, entrambi mostreranno le loro debolezze e imperfezioni, e durante il viaggio saranno sempre più decisi a colpire il bandito Chaney e la sua banda non più solo per soldi ma per motivi molto più dignitosi. Il grinta rispetta tutte le componenti del western, genere ormai morto da tempo, sia per le ambientazioni e le scenografie che per la caratterizzazione dei personaggi e dei loro comportamenti, ma forse più di ogni cosa è la figura del giustiziere, in questo caso una bambina che da un tocco unico e originale alla storia. Anche il tema della vendetta, tanto caro a questo storico genere, è qui riproposto, ma l’elemento drammatico sparisce per lasciar posto al comico. Violenza, sangue e morte non turbano ma fanno sorridere, e così il film si manifesta in conclusione come una rivisitazione del genere western in chiave ironica con leggere venature romantiche, tranquillamente adatto a famiglie con bambini.

Carlo Barberio

CAST TECNICO:
Regia di Ethan e Joel Coen
Con Jeff Bridges, Hailee Steinfeld, Matt Damon e Josh Brolin
Sceneggiatura di Ethan e Joel Coen
Durata: 110 minuti
Usa 2010

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