Tamara Drewe

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Ecco finalmente una commedia intelligente.

Tamara Drewe si inserisce nella migliore tradizione britannica e a me, che ho qualche annetto, ha ricordato i film inglesi degli anni sessanta: leggerezza, vitalità, gioia di vivere, ma anche occasione di riflettere su se stessi e sulla società in cui viviamo della quale in sottotraccia si evidenziano debolezze, illusioni, vigliaccherie e falsi miti.

Non mancano i momenti drammatici, ma sempre resi con serena compostezza.

La vicenda si svolge a Dorset, tranquilla (fin troppo per le giovani e inquiete Jody e Casey) provincia inglese - non lontana da Londra - con i suoi ampi spazi e le sue fattorie. In una di queste vivono Nicholas Hardiment (ottima l’interpretazione di Roger Allam) che scrive gialli di successo ed è un impenitente donnaiolo e sua moglie Beth, anima, mente e braccia della Stonefield Residence, pensione in cui gli scrittori possono inseguire la propria ispirazione o cercare di ritrovarla sollevati dai ‘fastidi’ della vita quotidiana e aiutati dai consigli carichi di umanità, ma soprattutto dagli squisiti pranzetti a km 0 della padrona di casa.

I personaggi della pensione sono un campionario di esseri umani: dal poeta abbastanza famoso, ma come quasi tutti i poeti in deficit di pubblico, agli scrittori alla disperata ricerca di un editore, allo studioso americano impegnato a stendere un saggio su Thomas Hardy (poeta e scrittore inglese attivo tra ‘800 e ‘900), ma carente d’ispirazione (un Glen McCreavy cui l’attore americano Bill Camp fornisce una sensibile interpretazione sottolineandone timori, incertezze, vigliaccheria, timidezza e sensibilità. Una grande prova giocata su un’efficace espressività dello sguardo).

La vita corre tranquilla e monotona a Dorset fino a quando non torna Tamara Drewe.

 

Partita più di dieci anni prima ‘brutto anatroccolo’ goffo e arrabbiato e dal naso enorme vi torna ora affascinante donna e giornalista di successo. Nel frattempo si è rifatta il naso (‘Plastica’ la chiamano Jody e Casey).

Personaggio complesso - apparentemente forte, ma interiormente insicuro - è molto attuale riflettendo tanti giovani (e non solo) d’oggi che sentono il bisogno di essere belli e di successo per essere accettati e sono disposti a tutto per raggiungere questi obiettivi. Gemma Arterton l’interpreta in modo magistrale: è accattivante e conturbante fin nella locandina.

 

La Tamara di dieci anni prima sono Jody e Casey: goffe, bruttine e arrabbiate con la famiglia e la società sognano solo di fuggire da Dorset e intanto impazziscono per gli Swipe e il loro batterista-cantante. La loro funzione oscilla tra osservare e commentare ed essere detonatore di varie situazioni.

Il film è tratto dal ‘romanzo a fumetti’ di Posy Simmonds a sua volta liberamente ispirato da Via dalla pazza folla di Thomas Hardy: una matrice quindi molto intrigante in cui i molti riferimenti classici del libro di Hardy sono stati filtrati senza essere traditi dalla Simmonds in una storia adatta alla forma più moderna di romanzo, quello a fumetti.

Il regista Stephen Frears e la sceneggiatrice Moira Buffini si sono trovati ad affrontare una situazione particolare: realizzare un’opera cinematografica tenendo presenti le vignette della Simmonds spesso sintesi complessa e completa di una situazione.

 

Una scommessa originale resa difficile dall’alta qualità della fonte, ma ampiamente vinta. Frears è riuscito infatti a realizzare un film con il ritmo gradevole del fumetto utilizzando unicamente strumenti del cinema, cogliendo e traducendo in immagini filmiche lo spirito non solo della trama, ma anche del fumetto.

Merito di Frears è aver saputo selezionare interpreti che rispondessero all’immagine, ma soprattutto all’anima dei personaggi, privilegiando ove necessario quest’ultima come nel caso di Beth Hardiment: Tamsin Greig è sempre di straordinaria intensità, facendo percepire la melanconia interiore del personaggio anche nei momenti divertenti.

Tutto il cast peraltro recita senza alcuna sbavatura, segno di mano ferma e idee chiare del regista.

Tamara Drewe è un bel film dai dialoghi divertenti e intelligenti, mai banali, che ti lascia nell’anima una tranquilla serenità.

 

La scheda

Regia: Stephen Frears

Attori: Gemma Arterton (Tamara Drewe), Roger Allam (Nicholas Hardiment), Bill Camp (Glen McCreavy), Dominic Cooper (Ben Sergeant), Luke Evans (Andy Cobb), Tamsin Greig (Beth Hardiment), Jessica Barden (Jody Long), Charlotte Christie (Casey Shaw)

Soggetto: dal romanzo a fumetti Tamara Drewe di Posy Simmonds edito in Italia da N ottetempo

Sceneggiatura: Moira Buffini

Scenografia: Alan Macdonald

Direttore della fotografia: Ben Davis

Montaggio: Mick Audsley

Musica: Alexandre Desplat

Costumi: Consolata Boyle

Truccatore: Daniel Phillips

Anno: 2010

Produzione: Ruby Films con Notting Hill Films

Distribuzione: Bim Distribuzione

Durata: 111 minuti

 

Salvatore Longo

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