Cyrus è la storia di un triangolo amoroso non banale, perché uno dei vertici non è un ex marito sbarra ex fidanzato sbarra amante ricambiato o meno, ma un figlio (che dà il nome al titolo), legato alla madre da un rapporto d’affetto morboso ai limiti del complesso edipico. Lei è Molly, una stravagante e allegrissima Marisa Tomei reduce dalla resurrezione che fece eco a quella del Mickey Rourke di The Wrestler e giusto un palmo meno meritevole di lodi, l’ultimo è infine John ( omonimamente J.C. Reilly ), di una tragicomica imbranataggine che depistò ogni donna nei sette anni che intercorsero tra il suo divorzio e l’avvento della (nuova) donna della sua vita. Molly conosce John ubriaco mentre svuota la vescica dietro una siepe: l’accettazione femminile, si sa, passa per i momenti più bassi di un uomo ed è per questo che quando la risposta è una noncurante risata si può parlare facilmente d’amore. Ma le complicazioni non tardano a venire e s’incarnano, come premesso, nella presenza ingombrante di un figlio maggiorenne la cui gelosia si sviluppa per tutto il film da un comportamento ambiguo nei confronti di John fino a raggiungere il parossismo che prevede, tra le altre cose, l’aperta rivelazione di essa. E’ cosi che gli elementi drammatici cominciano ad essere bilanciati dal gioco delle apparenze che i due improbabili rivali imbastiscono per non rendere Molly consapevole della contesa, stimolo poi della maggior parte delle risate che ascolterete e parteciperete in sala. Quindi tanto di cappello ai fratelli Duplass per aver trattato un tema cosi originale come l’evoluzione del rapporto madre-figlio alla luce degli sconvolgimenti amorosi di lei, bravi anche per l’articolazione dell’intreccio che svela mano mano i doppi fondi nei comportamenti contraddittori di Cyrus in modo che alla fine tutto quadri, ma con il coinvolgimento dello spettatore, e ancora una menzione per la caratterizzazione dei personaggi sempre incline all’ironia e alla gag. Peccato invece che la manciata di buone intuizioni siano incastonate in una struttura narrativa parecchio convenzionale: addirittura con l’insipida crisi da antefatto all’inevitabile happy ending di una morale banale e banalizzante. Insomma, Cyrus potrebbe chiedere onestamente i soldi del biglietto, ovviamente c’è di meglio ma dipende dai gusti, dalla compagnia, dal tempo fuori. Chiaramente a voi la scelta.
Directed by Jay Duplass and Mark Duplass .Produced by Michael Costigan,Tony Scott,Ridley Scott .Written by Jay & Mark Duplass .Starring John C. Reilly,Jonah Hill,Marisa Tomei,Catherine Keener,Matt Walsh .Music by Michael Andrews .Cinematography Jas Shelton .Editing by Jay Dueby .Studio Scott Free Productions .Distributed by Fox Searchlight Pictures.
Di Giuseppe Giordano























