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Una vita tranquilla

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Rosario Russo ha poco più di cinquanta anni. Da dodici vive in Germania dove gestisce, insieme alla moglie Renate, un albergo ristorante. La sua vita scorre serena: ha un bambino (Mathias), un aiuto cuoco (Claudio), che è anche un amico, e molti progetti.

Un giorno di febbraio, però, tutto cambia. Nel ristorante di Rosario arrivano due ragazzi italiani. Il primo si chiama Edoardo ed è il figlio di Mario Fiore, capo di una delle più potenti famiglie camorristiche. L'altro si chiama Diego, e Rosario lo riconosce subito…

Il film, che riecheggia fatti di cronaca recente, made in Italy, come l’emergenza rifiuti e la strage di Duisburg del 2007, è diretto da Claudio Cupellini, il quale dopo commedie e romatic-film approda alle oscurità del noir.

Non vorrei ripetermi (recensione Gorbaciof), ma anche in questo caso ci sono delle analogie con “Le Conseguenze Dell’Amore” forse meno evidenti di “Gorbaciof” ma comunque individuabili. Il film ha sicuramente un buon ritmo, grazie anche all’ennesima bella prova di Toni Servillo, premiato al Festival Del Film di Roma come migliore attore, che nella sua nuova maschera condensa, in maniera sublime, brutalità e dolore penitenziale. Dal film emerge, oltre alla classica fuga dal passato, vista e rivista in molti film e in tutte le salse, l’aspirazione di Rosario Russo di avere, ad ogni costo, una vita serena e normale. L’equilibrio e la tranquillità vengono rotti dal suo passato, per l’appunto, un passato di sangue e violenza, dal quale lui è scappato, spacciandosi per morto, e nel quale lui ritorna a insanguinarsi le mani e il cuore. Rosario è costretto, cosi, sempre a fuggire da tutti, familiari, amici e nemici, cambiando identità e famiglia, provocando altri drammi e altri abbandoni, quasi fosse caduto in un vortice senza fine, nel quale, è costretto, come in un videogame a riprendere, ad ogni game over, tutto dal principio. In questo dramma di genere, in conclusione, nessuno esce vincitore, tutti sono tragicamente sconfitti. L’unico a restare in piedi, che conserva ancora la possibilità almeno di sperare, è proprio Rosario Russo, l’uomo attorno al quale, invece, cadono tutti come birilli. La vita, purtroppo, è anche questa.

 

Carlo Barberio

CAST TECNICO:

REGIA: CLAUDIO CUPELLINI

CON TONI SERVILLO, MARCO D’AMORE E FRANCESCO DI LEVA

GENERE: DRAMMATICO/NOIR

DURATA 105 MINUTI

ITALIA,FRANCIA,GERMANIA 2010

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