Compiuti sessant'anni, Serge Pilardosse (Gerard Depardieu) decide di abbandonare il suo ultimo lavoro in un mattatoio per andare in pensione. Lui non è il tipo a cui piace leggere, né il tipo a cui piace fare lavori in casa o andare in giro a fare shopping. Così, quando la moglie Catherine (Yolande Moreau) lo informa dello smarrimento di alcuni documenti relativi ai suoi contributi pensionistici, Serge decide di saltare in sella alla sua vecchia moto, una Mammuth, per andare alla ricerca degli incartamenti mancanti.
Il film nasce dalla collaborazione tra Benoit Delèpine e Gustave de Kevern i quali approdano al cinema dopo aver rinnovato profondamente il modus narrandi tradizionale della televisione francese attraverso le loro sperimentazioni narrative. “Mammuth” è davvero una piacevole sorpresa e la definizione di commedia sembra assai riduttiva per un film che invece, mediante il road movie per eccellenza, spazia dal comico al drammatico senza soluzione di continuità. A primo impatto sembra generare in assoluto l’anti-voyeurismo in quanto tutto appare sgradevole: dalle riprese in low definition con tanto di sgranatura in stile DOGMA ai coniugi Pilardosse depressi e quanto mai in sovrappeso, ma con uno sguardo più profondo ci accorgiamo invece dell’armonia che regna nel film e della nobiltà dei sentimenti che esprime.
Il viaggio che intraprende Serge inizialmente è in preda alla nostalgia di un tempo perduto che si materializza nell’immagine del suo primo amore, morta in un incidente, la quale lo accompagna durante il suo percorso in moto e nella quale si rifugia ogni qualvolta i personaggi che incontra gli gridano in faccia di essere un imbecille. La scarsa considerazione della gente che lo circonda e il fallimento nel recuperare i maledetti documenti per la pensione lo riducono da omone gigante a puntino insignificante e senza speranza.
L’incontro con la stravagante nipote, tuttavia, sarà importantissimo, e poco alla volta cancellerà dalla mente del goffo Serge i fantasmi del passato (e del presente) e gli darà l’ossigeno necessario per andare avanti fiducioso in una vita migliore.
Il film, concependo il viaggio come luogo d’incontri e d’intensificazione dell’esperienza, fedele alla tradizione del road movie, questa condizione porterà Serge ad esperire un’estensione della percettività sensoriale che lo arricchirà interiormente e che finalmente gli libererà l’anima.
Regia di Benoit Delèpine e Gustave de Kevern
Con Gerard Depardieu, Yolande Moreau, Isabelle Adjani e Miss Ming
Durata: 89 minuti
Francia 2010
Fandango























