Dopo aver ottenuto consensi più a meno convinti al festival di Venezia, ora l'ultimo film di Mazzacurati è arrivato nelle sale per la gioia di grandi e piccini. Perché è probabilmente un po' per tutti questa pellicola; soprattutto per tutti coloro i quali ormai dal cinema italiano si aspettano solo i neo drammi medio borghesi della solita coppia in crisi di mezza età : l'amante di lui e le crisi di lei eccetera. O meglio una piccola storia d'amore c'è, ma la troviamo di sfuggita, la spiamo a piccoli sprazzi dalla finestra del palazzo di fronte solo per inserirla in qualcosa di più importante: il rinnovamento artistico del perdente e bistrattato giovane regista emergente di cinquant'anni Gianni Dubois (Silvio Orlando). Dubois, in crisi da pellicola bianca da cinque anni, deve farsi venire un' idea brillante per l'esordio al cinema della stella del piccolo schermo Flaminia Sbarbato (Cristiana Capotondi), ma si ritrova, senza idee, senza energie e senza volere, incastrato in un piccolo paesino della Toscana ad allestire una sacra rappresentazione per il Venerdi Santo. E qui, tra le viuzze strette e le vecchie case della sonnacchiosa Fiorano, si viene comicamente coinvolti nell'ansia di cacciar fuori un idea che sia una, mentre il ben poco bucolico quadro si compone con tutta una serie di maschere umane esasperatamente grottesche e assolutamente vive.
Dal giovane Ramiro (Giuseppe Battiston) ex galeotto e appassionato di cinema, proprio grazie a un vecchio seminario di Dubois, braccato dalla polizia, pessimo attore ma desideroso di aiutare il povero regista a rimettersi in piedi. La sindachessa (Stefania Sandrelli) e l'assessore, strambi personaggi da commedia; la barista straniera (Kasia Smutniak), unico elemento ordinario e fonte d'ispirazione e poi un inquietante Guzzanti che, pur riproponendo un repertorio abbastanza noto, riesce a strappare continuamente delle sincere risate. Insomma Mazzacurati non punta ad una grande e imperitura opera di alta cinematografia, ma tira su un piccolo teatrino dell'assurdo che, senza stereotipi ne banalità , offre un cammeo dissacrante di un mondo in cui l'arte è troppo spesso orfana del sentimento in onore di più facili e sonanti motivazioni.
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Regia: Carlo Mazzacurati
Cast: Silvio Orlandi, Giuseppe Battiston, Cristiana Capotondi, Corrado Guzzanti, Stefania Sandrelli, Kasia Smutniak, Maria Paiato, Marco Messeri, Giovanni Mascherini, Fausto Russo Alesi
Genere: Commedia
Durata: 105 min.
Produzione: Fandango, in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: Fandango























