Il primo albo della serie esce negli Stati Uniti nel 1998 per la casa editrice Dark Horse. Inizialmente divisa in cinque albi viene poi, l’anno successivo, raccolta in un unico volume. In questo formato arriverà in Italia, sempre nel 1999, pubblicata dalla casa editrice Play Press. Nonostante Miller non abbia voluto seguire una precisa ricostruzione storica va detto però che in fase di progettazione è stato in Grecia per alcuni mesi. Grazie a ciò, e ad un approfondita documentazione, è riuscito a familiarizzare con i luoghi in cui avrebbe dovuto ambientare la sua storia. Le licenze "poetiche" che il cartoonist si è concesso riguardano soprattutto la caratterizzazione dei personaggi e il loro abbigliamento. Perciò Serse diventa un gigante grandioso, truccato e ricoperto di piercing mentre gli spartani si spogliano dell’armatura per venire rivestiti soltanto di mutandoni di cuoio, un mantello e soprattutto del loro scudo e di lance e spade. Miller batte sulla grande epicità della vicenda, sul sacrificio storico e su un leggendario desiderio di libertà che si batte fino all’ultimo con un’imponente delirio di onnipotenza. Lo stile è quello proprio di Sin City ma con in più la tavolozza dei colori della moglie di Miller, Lynn Varley, e la stesura della tavola in formato cinematografico con ampie prospettive orizzontali. E alla fine dei conti la vincita di ben tre Eisner Awards (Miglior scrittore\artista, Miglior colorazione e Miglior serie limitata) ha giustamente coronato questo splendido lavoro. Nel 2007 grazie ad una produzione con tanti zeri e alla regia di Zack Snider (alla sua seconda prova cinematografica) 300 arriva sul grande schermo. Ed è un operazione simile a quella che Rodriguez portò a termine con Sin City che Snyder seguì sia a livello puramente tecnico sia come sceneggiatura. La storia è ricostruita fedelmente alle vicende del fumetto e ad ogni tavola corrispondono le rispettive inquadrature sullo schermo. Si è dovuta però sviluppare la sottotrama della regina Gorgo, moglie di Leonida (un perfetto Gerald Butler), che nel fumetto compare ben poco, per poter adattare la vicenda alla lunghezza cinematografica. La preparazione delle riprese ha richiesto settimane di allenamento fisico sia per gli attori sia per il regista, in modo da aumentare la massa muscolare dei corpi, e un immane lavoro da parte di tecnici e artigiani per preparare protesi, costumi e armi. Anche qui l’utilizzo di una serie di tecniche digitali già sdoganate con Sin City, sia in fase di ripresa che di montaggio, ha permesso di ottenere degli effetti quanto più simili possibile alle soluzioni grafiche adottate da Miller nel fumetto. Il risultato finale è un opera maestosa e dal forte impatto visivo ed emotivo. Tra le critiche che sono state mosse al film di Snyder c’è quella di non essere una fedele ricostruzione storica: accusa peraltro inutile dato che stiamo parlando della trasposizione da un fumetto e non da un documento storico. Ma rimane innegabile che, forse complice il pomposo budget da 60 milioni di dollari, 300 trova sullo schermo un impianto molto più surreale e fisico a scapito del sapore deliziosamente epico e metaforico che Miller aveva saputo conferirgli con il suo talento.  Fumetto | 300, edizioni Play Press, 1999, 31 cm x 24 cm, cartonato, colore  Film | 300 Regia – Zack SnyderCast – Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham, Dominic West, Rodrigo Santoro, Peter Mensah, Michael Fassbender, Vincent Regan, Andrew Tiernan Durata – 117 minuti Produzione – Warner Bros Distribuzione – Warner Bros Uscita – 2007
Leggenda vuole che il mito di Leonida e dei suoi trecento spartani, sacrificatisi nella battaglia delle Termopili in nome della patria, sia rimasto inciso profondamente nella fantasia di Frank Miller fin da bambino. Nel 1962 vide con i genitori The 300 Spartans di Rudolph Matè e trentasei anni dopo diede alla luce la sua fortunata versione a fumetti.
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