Dicembre 2007, la saga si conclude: il fumetto scritto e voluto da Stephen King per raccontare la nascita di Roland Deschain è giunto alla sua degna conclusione e, dopo aver letto i quattro capitoli dedicati alla nascita del protagonista de “La Torre nera”, Gufetto ne analizza pregi e difetti.
Quando un gruppo di colonne portanti dell’animazione cartacea decide di buttarsi a capofitto in un progetto editoriale interessante come la miniserie scritta dal re del brivido, il risultato non può essere che positivo. La bellezza de “La nascita del pistolero” è dovuta, infatti, alla sapiente miscela dei dialoghi di Peter David (sceneggiatore di Hulk e scrittore dei romanzi di Star Trek), dei disegni tetri ma affascinanti di Jae Lee (Inhumans, Namor), vincitore del premio Eisner, ritenuto l’Oscar del fumetto e dei colori di Richard Isanove (Wolverine: Origini).
Stilisticamente, quindi, il risultato della migrazione da romanzo a “nuvole parlanti” è ottimo, ed il lettore ha la possibilità di fruire, finalmente, di ciò che leggendo i volumi della Torre nera ha sempre e solo potuto immaginare. I paesaggi ed i personaggi non potevano essere resi in modo migliore, soprattutto se messi a confronto con alcune trasposizioni cinematografiche dei romanzi di King, lontane anni luce dalla qualità dell’originale.
La sfera del buio, il quarto volume della saga, fa da sfondo alla miniserie pubblicata in Italia dalla Panini Comics, che parte dal confronto all’ ultimo sangue tra un Roland quattordicenne ed il suo mentore Cort, per passare al viaggio intrapreso dal gruppo di pistoleri alla volta della Baronia, l’incontro con i cacciatori della Bara e giungere all’ epico scontro tra i due gruppi.
Se volessimo cercare una pecca nei sette volumi statunitensi, divenuti quattro per il mercato italiano, possiamo trovarla nella decisione di riprendere una parte della storia, della quale gli appassionati lettori dello scrittore del Maine conoscono la conclusione, e non invece tentare l’approccio di un argomento lasciato in sospeso nella serie di romanzi.
Un consiglio spassionato è quello di provare a leggere questa saga, che sicuramente non deluderà né i fan di King né chi volesse solamente dare una sbirciatina a questo fantastico mondo creato dalla penna di uno degli scrittori più prolifici dei nostri tempi.
ARTICOLO DI: Gianmarco Fumasoli























