Il principe dei sogni@ Palazzo del Quirinale fino al 12 Aprile - Gufetto Magazine

Il principe dei sogni@ Palazzo del Quirinale fino al 12 Aprile

La mostra di arazzi che narra le storie della vita di Giuseppe ebreo, appena inaugurata al Palazzo del Quirinale a Roma per la prima volta espone i venti capolavori dell’artigianato fiorentino, commissionati da Cosimo I de’ Medici per la sala dei Duecento di Palazzo Vecchio a Firenze alla metà del XVI secolo, e separati per volere della famiglia Savoia nel 1882, dieci dei quali sono stati trasportati a Roma, al Palazzo del Quirinale e dieci sono rimasti a Palazzo Vecchio di Firenze.

Da quel momento abbiamo dovuto attendere il 2015 per vederli di nuovo riuniti ed esposti tutti insieme nella sala dei Corazzieri, dopo un lungo restauro durato ben ventisette anni, condotto dall’Opificio delle pietre dure di Firenze e dal laboratorio Arazzi del Quirinale.
L’esposizione è curata da Louis Godart e promossa dalla Presidenza della Repubblica Italiana, dal Comune di Firenze e dal Comune di Milano insieme a molti altri sponsor, il cui principale è Gucci.
Gli arazzi realizzati tra il 1445 e il 1553 per l’allora “Palazzo Maggiore”, fino a quel momento considerato il simbolo del popolo fiorentino e che Cosimo volle trasformare nella sede del proprio governo, facendolo diventare una residenza regale e accrescendone il prestigio grazie all’impiego dei migliori artisti del tempo.
La prima impresa a cui si dedicò Cosimo I fu quella di istituire una arazzeria granducale, una delle prime in Italia, la cui direzione fu affidata a due maestri provenienti dalle Fiandre, Jan Rost e Nicolas Karcher . Per la realizzazione del colossale progetto sono stati chiamati i migliori esponenti della “Maniera fiorentina” quali Pontormo, Bronzino e Salviati, che realizzarono i cartoni preparatori per la tessitura degli arazzi.
Il primo ad essere convocato fu Jacopo Carrucci, detto il Pontormo ma, le soluzioni proposte dall'artista non piacquero a Cosimo I dè Medici che affidò il progetto ad Agnolo di Cosimo di Mariano, detto il Bronzino, da lui molto stimato e già pittore di corte. Bronzino diventò così il principale artefice delle opere, ne realizzò ben 16 scene, 3 il Pontormo e 1 il Salviati, per un totale di 20 arazzi.

La scelta di narrare le storie della vita di Giuseppe, descritte nella Genesi, non è casuale ma rappresenta l’identificazione di Cosimo I con l’eroe probo, saggio e magnanimo incarnato dalla figura del giovane, che pur essendo stato tradito dai suoi fratelli per gelosia, e venduto come schiavo in Egitto, solo perché era il figlio prediletto di Giacobbe, riuscì a trionfare sulle avversità della vita, grazie alle sue qualità umane suggerite da una forte spiritualità e alla sua intraprendenza che lo portò a ricoprire la carica di vicerè d’Egitto. Evidente l’allusione con le vicende politiche vissute dalla famiglia de’Medici che nonostante siano stati scacciati più volte da Firenze di cui erano stati per lungo tempo i signori , riuscirono a tornare come sovrani di un nuovo e più grande stato, il Ducato che diventerà poi il Granducato di Toscana.

La successione delle storie, che si possono paragonare ad una sequenza cinematografica, è ricostruita con perfezione filologica e narra le seguenti scene in ordine cronologico:
-Il sogno dei manipoli
-Giuseppe racconta il sogno del sole della luna e delle stelle
-Vendita di Giuseppe
-Lamento di Giacobbe
-Giuseppe e la moglie di Putifarre
-Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre
-Giuseppe in prigione e il sogno del Faraone
-Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle Vacche grasse e magre Vendita del grano ai fratelli
-Giuseppe prende in ostaggio Simeone
-Beniamino ricevuto da Giuseppe
-Convito di Giuseppe con i fratelli
-La coppa di Giuseppe ritrovata nel sacco di Beniamino
-Giuseppe trattiene Beniamino
-Giuseppe si fa riconoscere dai fratelli e congeda gli Egiziani
-Giuseppe perdona i fratelli
-Incontro d Giuseppe con Giacobbe in Egitto
-Il Faraone accetta Giacobbe nel regno
-Giacobbe benedice i figli di Giuseppe
-Sepoltura di Giacobbe

Tra gli arazzi spiccano alcune scene come quella di Giuseppe che fugge dalla moglie di Putifarre, dove si nota un evidente richiamo nella sensuale figura femminile al dipinto dello stesso Bronzino “allegoria del trionfo di Venere”.
Una delle scene più importanti, è quella di “Giuseppe in prigione e il banchetto del Faraone” (vedi prima foto d'apertura) che lo collega direttamente al titolo della mostra il “Principe dei sogni” alludendo alle sue capacità “divine” di interpretare i sogni e di prevedere il futuro. In questa scena sono rappresentati su un doppio registro Giuseppe e Cosimo I, ritratto insieme alla sua corte nella scena del banchetto in primo piano, quest’ultimo è reso in forme più grandi dello stesso Giuseppe confinato in secondo piano, chiuso nella sua cella dopo essere stato imprigionato ingiustamente a causa delle ripetute avance ricevute dalla moglie di Putifarre.
Molto probabilmente Cosimo sceglie questa scena per specchiarsi con il patriarca biblico perché Giuseppe, in questa fase della sua storia, giunge all'evoluzione estrema della sua formazione morale, rimane cioè fedele al Faraone rifiutando sua moglie, nonostante venga imprigionato a causa delle bugie della donna, dando prova di credere fermamente nella giustizia che lo guiderà, più tardi, ad amministrare il paese con grande equilibrio.
Un’altra scena da ricordare è Incontro di Giuseppe con Giacobbe in Egitto (vedi seconda foto d'apertura)suo padre ormai vecchio, affronta un lungo viaggio per rivedere il figlio che credeva morto. Commovente la figura del vecchio sorretta da uno dei fratelli di Giuseppe e l’abbraccio, caldo come quello di due amanti tra i due personaggi.

Tutto questo si può ammirare nella splendida Sala dei Corazzieri che è già di per se un capolavoro, edificata dal Maderno durante il pontificato di Paolo V Borghese e affrescata da un fregio realizzato nel 1616 dai pittori Agostino Tassi, Giovanni Lanfranco e Carlo Saraceni che si avvalsero di molti collaboratori, rappresenta personaggi di ambascerie orientali, abbigliati con vesti tipiche dei loro paesi molto colorate, che si affacciano da finte logge e che celebrano i rapporti del Papato con paesi lontani.
Entrando nella sala l’impatto visivo con le opere è molto forte, gli arazzi sono grandiosi per stile e per dimensioni, il loro restauro durato ben ventisette anni, è stato condotto, non senza difficoltà, dall’Opificio delle pietre dure di Firenze e dal laboratorio Arazzi del Quirinale restituendoci dei veri e propri capolavori, frutto delle grande sapienza esclusivamente italiana.

Per chi dovesse perdere l’esposizione romana è doveroso sapere che la mostra è itinerante e sarà ospitata nelle seguenti città: a Roma nella sala dei Corazzieri di Palazzo del Quirnale dal 17 febbraio al 12 aprile, a Milano nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale dal 29 aprile al 23 agosto in concomitanza con l’Expo 2015, e a Firenze nella sala dei Duecento a Palazzo Vecchio dal 15 settembre al 15 febbraio 2016 , in occasione del 150° anniversario di Firenze capitale d’Italia.

DAL 17 FEBBRAIO AL 12 APRILE
IL PRINCIPE DEI SOGNI - Giuseppe negli arazzi medicei del Pontormo e Bronzino
Roma - Palazzo del Quirinale, Sala dei Corazzieri

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