GIORGIO MORANDI@Complesso del Vittoriano - Gufetto Magazine

GIORGIO MORANDI@Complesso del Vittoriano

Dopo la mostra postuma del 1973 curata da Cesare Brandi alla Gnam di Valle Giulia, Roma fa un nuovo omaggio a Giorgio Morandi e lo fa al Vittoriano che conferma la grande attenzione dello spazio espositivo per la pittura italiana del ventesimo secolo.

Il progetto è stato pensato, curato e costruito da Maria Cristina Barbera, direttrice della Fondazione Longhi e massima esperta dell’artista, e ci permette di leggere la natura dell’artista attraverso più di cento opere, tra dipinti ad olio, ai quali si affiancano incisioni e disegni, molte delle quali eccezionalmente esposte e provenienti da collezioni private.
Il percorso si propone di delineare il complesso itinerario intellettuale ed emotivo che lo porteranno ad esaminare in maniera ripetitiva ma sempre rinnovati, pochi temi consueti, “Nature Morte “, “Fiori”, “Paesaggi”; distribuita in ordine cronologico e tematico include le opere espresse in tecniche differenti, incisioni, acquerello e disegno a riprova dello studio, che può sembrare maniacale, dello stesso soggetto.

Proprio per questo inquadrare Morandi in una corrente artistica diventa difficile se non impossibile, qualcuno ha parlato di “metafisica morandiana” ma in queste parole dell’artista si condensa tutto il suo mondo: “credo che nulla possa essere più astratto, più irreale, di quello che effettivamente vediamo. Sappiamo che tutto quello che riusciamo a vedere nel modo oggettivo, come essere umani, in realtà non esiste così come lo vediamo noi e lo percepiamo”.
Artista bologense, particolarmente schivo lavorò sempre nella sua stanza a via Fondazza e solo nel 1960 ebbe un vero e proprio studio nella casa estiva a Grizzana Morandi, in una apparente solitudine che non gli impedì di entrare in contatto con grandi artisti e di misurarsi con la loro arte.

Affascinanti sono le scritture presenti in mostra dedicate ai rapporti epistolari e critici di Morandi con Roberto Longhi e Cesare Brandi, due grandi storici che tra i primi riconobbero l’avanguardia dell’Artista In un’epoca così tecnologica e moderna, dove tutto scorre su uno schermo alla velocità di un gigabyte è affascinante passare minuti a leggere una conversazione tra amici, e vedere la vitalità nella scrittura con il cambio del segno, gli errori e le correzioni.
Parte fondamentale sono le incisioni, attività non secondaria dell’artista, professore di incisione a Bologna dal 1931 al 1956, tanto da valergli il riconoscimento internazionale del Gran Premio alla Biennale di San Paolo in Brasile. Sono affiancate dalle rispettive matrici in rame, eccezionalmente esposte e provenienti dall’ Istituto Nazionale per al Grafica, in un percorso visivo che ci spiega le varie fasi dello studio approfondito che l’artista esplorava prima di arrivare ad un risultato troppo superficialmente definito semplice.

Quello che si sente dall'esposizione in un primo impatto è una “ripetizione “ dello stesso soggetto, la maggior parte delle volte oggetti quotidiani come vasi, bottiglie o fiori ,in uno stesso spazio ed in cromie sempre uguali, complice anche un allestimento espositivo estremamente lineare e neutro, curato appositamente per rendere l’esterno parte integrante delle opere: ma è questo il segreto di Morandi andare oltre quello che i nostri occhi vedono e percepiscono perché “nulla è più irreale di quello che vediamo”.

Si coglie per la prima volta che Morandi non è solo bottiglie ma anche lo studio della moderna pittura francese come Cézanne, in particolari le sue “Bagnanti” con cui si cimentò nella rappresentazione della figura umana che poi abbandonò per limitarsi a qualche raro autoritratto, che sono lì a sorprenderti portandoti per un momento nella Parigi degli impressionisti.
Come nelle precedenti personali curate dal Vittoriano grande attenzione al pubblico dei più piccoli e delle scuole in una serie di iniziative e laboratori che seguiranno la mostra durante tutto il percorso, così che la mostra diventi un momento di condivisione e di stimolo sul mondo dell’arte di Morandi.

Info:

DAL 27 FEBBRAIO AL 21 GIUGNO 2015
GIORGIO MORANDI 1890-1964
Complesso del Vittoriano

La mostra documenta la vicenda artistica del pittore bolognese attraverso opere di grande rilevanza che provengono da importanti istituzioni pubbliche e da prestigiose collezioni private.
La mostra, che è a cura di Maria Cristina Bandera, direttrice della Fondazione Longhi e specialista di Morandi a cui si devono le ultime grandi mostre internazionali (New York, Metropolitan Museum, 2008; Bologna, MAMbo, 2009; Lugano, Museo d’Arte della Città, 2012; Bruxelles, Bozar, 2013), porterà a Roma a 40 anni dalla mostra curata da Cesare Brandi alla Gnam, il segno di Morandi, ripercorrendo l’intero cammino dell’artista.
Accanto ai dipinti ad olio – circa 100 – saranno riunite in un percorso di lettura critica anche le opere incisorie, attestazione di una attività non secondaria ma parallela a quelle pittorica che valse a Morandi nel 1953 il riconoscimento internazionale del Gran Premio per l’Incisione alla Biennale di San Paolo in Brasile.

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