Da Londra.Se avete in programma una gita a Londra per il ponte dell’Immacolata, non perdete la mostra di Anish Kapoor alla Royal Academy a Piccadilly.
Arrivato a Londra dall’India nel 1973 per studiare arte, Kapoor è uno dei più interessanti e creativi scultori contemporanei.
Le sue opere come sempre vi sorprendono, vi fanno sentire parte di loro, parte della natura, del processo di trasformazione del mondo e vi lasciano spazio per esplorare, andare oltre, immaginare, sognare anche.
Nel cortile di entrata vi accoglie una scultura gigante fatta di sfere, che potrebbe ricordare un albero di Natale.
L’effetto è straordinario, se pensate che si trova all’aperto, e domina tutto il cortile riflettendo cento e mille volte le mura e le persone.
All’interno, comincia la vera e propria mostra interattiva, perché ogni scultura vi provocherà esperienze e sensazioni diverse a seconda del lato da cui la osserverete, o a seconda della distanza alla quale vi porrete rispetto all’opera.
Lo scultore sperimenta con diversi materiali e vi propone un viaggio fisico e psicologico che portera’ alla luce le vostre paure e desideri inconsci.
Le sperimentazioni con il colore sono espresse in sculture che sembrano fatte di sabbia rossa e gialla, che sembrano stare in equilibrio per miracolo, generatesi dal nulla solo per proria volontà, alcune sorgenti dal pavimento del museo, altre fuoriuscenti dai muri, sottoforma di montagne, fiori, e una, bellissima, di luna crescente.
Procedendo nell’esplorazione, vi confronterete con una pancia gravida (When I am pregnant) che è tutt’uno con il muro dalla quale sembra generata, che vedrete chiaramente da destra e sinistra, ma che scomparirà non appena vi posizionerete di fronte ad essa.
La pancia si trasforma, esiste e non esiste, e vi sentirete completamente stregati dalla sua ambiguità.
L’opera dal titolo Yellow, un immenso sole giallo che presenta una pancia contraria a quella gravida, che indietreggia come un grosso buco nel muro.
Tuttavia, solo in un secondo momento vi renderete conto di avere percepito come convesso ciò che invece è concavo.
Mettere piede nella mostra di Kapoor è senz’altro come entrare nel mondo di illusioni che è realmente la vita, e ciò si sente profondamente quando la nostra percezione del mondo e di noi stessi viene completamente messa in discussione nella sala degli specchi.
La nostra figura è stravolta negli specchi deformanti, ma la sensazione piu’ estrema è data dall’avvicinarsi lentamente, sempre più allo specchio concavo-convesso (a seconda del lato da cui ci poniamo), e improvvisamente essere assaliti dal mal di mare, o dall’illusione di cadere. Il fascino degli specchi vi porterà a volere riprovare i vostri esperimenti ripetute volte.
Altre sale propongono altrettante esperienze insolite, tutte paragonabili alle esperienze estreme della natura, alle volte in cui ci troviamo di fronte a fenomeni come spazi immensi, ghiacciai, cascate, montagne, o elementi naturali sul cui vasto potere non abbiamo controllo.
Svayambh, -in sanscrito “generato da se’stesso”-, è un immenso blocco di cera rossa , misto a Vaselina e pittura, che si muove lentissimamente attraversando tre stanze del museo. Resterete lì ipnotizzati ad osservarne il passaggio.
Shooting into the corner, un cannone che a tempo spara proiettili di cera rossa sul muro bianco, a rappresentare simbolicamente un atto di violenza. L’intensità dello scoppio vi lascerà senza parole.
Hive è un alveare di dimensioni mostruose, che esercita un fascino irresistibile nell’osservatore, che può, come per le altre opera, girarci intorno, sporgersi nello spazio cavo e sognare di essere un’ape gigante.
Queste ed altre straordinarie emozioni vi riserva Anish Kapoor. A patto che non temiate di confrontarvi con i vostri fantasmi…
La corrispondente da Londra, Valentina Carrier
Anish Kapoor
Royal Academy of Arts
Piccadilly
London
Fino all’11 dicembre
























