Un giorno immersi nella storia di Roma antica al cospetto della regale sacralità delle vestali e circondati da un plotone di valorosi legionari: questa l’occasione di riscoprire un angolo di natura incontaminata a pochi chilometri da Roma, nei pressi delle propaggini settentrionali dei monti Tiburtini, bagnato dall’impetuoso fiume Aniene e ricco di una storia millenaria. Riscopriamo Villa Gregoriana, patrimonio naturalistico ed artistico inestimabile tornato al suo originario splendore grazie all’imponente opera di recupero paesaggistico portata avanti dal FAI poco più di cinque anni fa.
La storia di Villa Gregoriana si potrebbe definire un perfetto emblema di armonica coesistenza tra bellezza della natura e intervento dell’uomo. Difatti nel 1835 un catastrofico straripamento del fiume Aniene travolse per l’ennesima volta Tivoli distruggendo gran parte del centro abitato e provocando un drammatico numero di vittime. A questo punto, allo scopo di porre un argine all’impetuoso carattere torrentizio di questo affluente del Tevere, papa Gregorio XVI si prodigò affinché venisse realizzato nel minor tempo possibile un piano di opere idrauliche (che per l’epoca furono estremamente avveniristiche e oggetto di stupore tra i contemporanei) e questo diede origine allo stupefacente giardino naturale che ancora oggi abbiamo la possibilità di ammirare.
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Percorrendo un tortuoso sentiero che si snoda tra cascate mozzafiato, pareti scoscese, grotte ed anfratti misteriosi (tra i quali la Grotta di Nettuno e quella delle Sirene) e ben conservati resti archeologici (tra i quali le rovine della un tempo lussuosissima villa romana del patrizio Manlio Vopisco) si rimane completamente affascinati dalle bellezze di questo parco naturalistico sino a giungere, al termine della visita, nel punto più singolare e straordinario: l’acropoli romana, con i templi dedicati a Vesta e alla Sibilla Albunea (colei che nell’Antica Roma prediceva il fato nella sottostante Grotta di Nettuno e profetizzò all’imperatore Ottaviano Augusto la nascita di Gesù Cristo e l’avvento del cristianesimo) si staglia su uno sperone roccioso che domina maestosamente sulla scoscesa vallata lungo cui si estende, adornata da vegetazione lussureggiante e fragorose cascate, la magnifica Villa Gregoriana.
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Proprio sulla sommità dell’acropoli, in occasione di questa festa domenicale organizzata dal FAI, è stato rievocato il cerimoniale di accensione del sacro fuoco delle vestali, le celeberrime e potentissime sacerdotesse romane che veneravano la dea protettrice del lavoro dei campi e della fertilità : indossando la loro caratteristica veste bianca simbolo di virginale purezza, le custodi del veneratissimo fuoco di Vesta hanno avuto modo di raccontare al pubblico storia, leggende e curiosità di questi rituali del paganesimo romano, oltre che aneddoti relativi alla vita quotidiana tipica di una sacerdotessa dell’antica Roma. A proteggere questa nutrita compagine di vestali era anche presente una legione di soldati, armati e corazzati di tutto punto: una ricostruzione storica davvero minuziosa e attenta ai dettagli che ha consentito ai visitatori, guidati da un loquace e simpatico centurione capitolino, di scoprire tutti gli ingegnosi artifici bellici e le sofisticate armi, armature e strategie che hanno condotto l’esercito di Roma a conquistare sconfinati territori in ogni angolo del mondo allora conosciuto.
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E pensare che Villa Gregoriana, così prezioso gioiello storico e naturale, fino a poco più di cinque anni fa versava in condizioni tristemente degradate a causa della colpevole noncuranza e della vergognosa ignoranza di personaggi senza scrupoli che avevano utilizzato la villa come una vera e propria discarica a cielo aperto. Fortunatamente però nel 2002 il Demanio dello Stato ha affidato in concessione al FAI il parco e da quel momento è iniziata la sua rinascita: sono state rimosse tonnellate di rottami dal letto del fiume, effettuati lavori di consolidamento per evitare frane e smottamenti del terreno, curata la rigogliosa vegetazione, ricostruiti capillarmente muretti a secco, sentieri e gradini e depurate le acque contaminate delle cascate. Un lavoro mastodontico svolto completamente a mano, senza l’ausilio di mezzi meccanici e frequentemente in condizioni di grandissimo disagio e talora persino di pericolo da parte di benemeriti e coraggiosi paladini del nostro patrimonio storico-artistico e naturale.
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C’è da augurarsi che questa vicenda costituisca un esempio, un monito per evitare i colpevoli errori del passato e iniziare a percorrere una strada di valorizzazione e salvaguardia delle straordinarie ricchezze del nostro paese, testimonianze di un passato glorioso e vestigia che nel futuro potranno continuare a rappresentare degli incantevoli simboli della nostra unica e preziosa identità culturale nazionale.
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Informazioni
Villa Gregoriana – Tivoli, Piazza del Tempio di Vesta
Orario di apertura: dall’1 al 31 marzo 10-14:30, dall’1 aprile al 15 ottobre 10-18:30, dal 16 ottobre al 30 novembre 10-14:30, dall’1 dicembre al 28 febbraio aperto solo su prenotazione; aperto tutti i giorni tranne i lunedì non festivi
Biglietti: €4,00 intero, €2,50 ridotto, gratuito per gli aderenti FAI
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GRAZIE A: Ufficio Stampa FAI
SUL WEB: www.fondoambiente.it - www.villagregoriana.it - www.pierreci.it
























