Home Arte e Mostre XVI Giornata FAI di Primavera: Roma si veste di sole, arte e cultura

XVI Giornata FAI di Primavera: Roma si veste di sole, arte e cultura

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Un viaggio alla scoperta di inestimabili tesori artistici e naturali, una vera e propria gioiosa festa di popolo che ogni anno torna ad affascinare e coinvolgere milioni di appassionati o semplici curiosi, con l’intento di sensibilizzare noi tutti alla valorizzazione e difesa della nostra splendida Italia.

Ogni anno l’inizio della primavera è immancabilmente accompagnato da una delle manifestazioni più sorprendenti, piacevoli ed interessanti che vengano organizzate sul territorio italiano, accolta costantemente con estremo calore e partecipazione da parte del pubblico. Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – nacque nel 1975, seguendo il prestigioso esempio del National Trust inglese con la duplice onorevole finalità di tutelare i beni artistici e conservare il patrimonio naturale, obiettivi a cui troppo frequentemente non viene prestata la necessaria e dovuta attenzione. Nel corso dei trent’anni sinora trascorsi dalla nascita della fondazione alle sue iniziative è stato tributato un successo sempre crescente: palazzi, castelli, antiche dimore monumentali, giardini e aree naturali sono stati sottratti al degrado che li stava avvolgendo, sottoposti a minuziose operazioni di recupero e restauro e restituiti al pubblico, in modo tale che possa tornare a godere del privilegio di ammirarli e riscoprirvi le radici della propria storia, cultura, arte e tradizioni.

 

Lo scorso week-end è andata in scena la sedicesima edizione della Giornata FAI di Primavera, occasione tramite cui annualmente il FAI cerca di far conoscere la propria meritoria attività invitando tutti a rendersi protagonisti attivi di questa azione fondamentale di tutela e protezione del nostro patrimonio artistico-ambientale. E’ stato dunque proposto l’invito a diventare “Mecenate per l’Italia” , per un giorno o per un anno intero, con un semplice contributo spontaneo in occasione appunto della Giornata FAI oppure con l’adesione annuale alla Fondazione.

 

Per l’occasione sono stati aperti al pubblico 550 beni distribuiti in 240 diverse località disseminate sul territorio italiano, numerosi dei quali normalmente non accessibili al pubblico. Particolarmente appetitoso, ricco e prestigioso è stato il menù offerto in particolar modo a Roma, dove la via più affascinante e romantica del rinascimento capitolino, quella via Giulia luogo di innumerevoli rilevanti fatti storici e fulcro di sensazionali e poco conosciuti gioielli d’arte, ha spalancato le porte di palazzi, chiese, oratori e cripte normalmente celati al pubblico dal silenzio di altri tempi che avvolge questa parte della città, a un passo dal traffico nevrotico del centro ma al contempo permeata da un’atmosfera unica ed indimenticabile.

 

Un’occasione impedibile pertanto quella di scoprirne tutti i segreti più nascosti ed inestimabili. La visita parte da Palazzo Sacchetti, dimora cinquecentesca tuttora abitata dalla nobile famiglia fiorentina di cui porta il nome: grazie al raffinato mecenatismo in cui nel corso dei secoli gli esponenti di questa famiglia si sono prodigati, attualmente il palazzo ospita una pregevole collezione di dipinti; ciò che colpisce maggiormente il visitatore è però indiscutibilmente la ricchissima Sala dei Mappamondi, antico salone delle udienze in cui è possibile ammirare degli spettacolari mappamondi antichi e soprattutto un ciclo di affreschi di Francesco Salviati che ritraggono storie della vita di David tratte dalle scritture del Vecchio Testamento.

 

Pochi metri oltre raggiungiamo poi la Chiesa del Santo Spirito dei Napoletani, caratterizzata da un’imponente facciata esterna, da un interno a navata unica finemente decorato ed ulteriormente impreziosita dalla presenza di una sontuosa pala di altare di Luca Giordano e da un affresco staccato di scuola umbro-laziale quattrocentesca (attribuito dai critici ad Antoniazzo Romano). Particolarmente simpatica ed apprezzabile l’iniziativa di aver scelto, per accompagnare i visitatori alla scoperta dei tesori artistici di questa chiesa, dei volenterosi ragazzi di un istituto secondario inferiore romano; con la loro spontaneità, genuinità e una preparazione storico-artistica più che accurata hanno perfettamente interpretato lo spirito di partecipazione ed amore per il nostro patrimonio culturale che è posto come fondamento stesso della Giornata di Primavera organizzata dal FAI.

 

Proseguendo lungo via Giulia si incontra poi il complesso del Collegio Spagnolo, che ospita al proprio interno anche la Chiesa di Santa Maria in Monserrato. La navata unica, con cappelle laterali e vasta abside, è coperta da volta a botte riccamente decorata sui toni dell’oro e nelle cappelle troviamo inaspettatamente opere artistiche di grandissimo pregio e valore, tra cui una tavola di Annibale Carracci, una statua di Jacopo Sansovino proveniente dalla Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore ed un tabernacolo marmoreo attribuito a Luigi Capponi. L’attiguo Collegio Spagnolo ospita nel raccolto e silenzioso cortile interno porticato numerosi monumenti funebri dei secoli XV-XVI, mentre nella Sala delle Conferenze è indubbiamente meritevole di notevole attenzione la stele funeraria con busto del cardinale Pietro Montoya, opera giovanile del sommo scultore barocco Gian Lorenzo Bernini.

 

Avvicinandosi sempre più all’arco del Passetto Farnese, che sovrasta via Giulia nella sua estremità più vicina al fiume Tevere e, ricoperto da rigogliose piante rampicanti ne rappresenta il vero e proprio simbolo più suggestivo, si arriva al Palazzo Falconieri, residenza nel corso dei secoli appartenuta prima agli Odescalchi, poi ai Farnese ed infine appunto ai Falconieri, facoltosa famiglia di banchieri. Attualmente sede dell’Accademia d’Ungheria, il palazzo a metà del Seicento fu ampliato e ristrutturato dal geniale scultore-architetto Francesco Borromini: opera di questo sommo artista sono le grandi erme barocche, con busti femminili e teste di falco, poste come lesene-cariatidi ai lati del prospetto principale, come pure la loggia a tre arcate affacciata sul fiume Tevere e, all’interno, lo scalone e gli splendidi soffitti in stucco. A non più di pochi passi di distanza, si staglia poi la graziosa facciata concava della Chiesa di Santa Caterina da Siena. Realizzata su iniziativa e commissione dalla Confraternita dei Senesi, che in epoca rinascimentale e seicentesca godeva di una florida prosperità economica, la chiesa si distingue per un interno a navata unica riccamente decorato in stile barocco con pregiatissimi marmi policromi, deliziosi finti stucchi, colonne e pilastri rivestiti in alabastro e le coloratissime ed eleganti bandiere rappresentative delle contrade del celeberrimo Palio di Siena.
Al piano superiore dell’edificio inoltre è ospitato l’Oratorio della Confraternita, fine gioiello di arte tardo-barocca in cui tuttora gli aderenti di questa organizzazione con alle spalle secoli di storia e caritatevoli iniziative benefiche si riuniscono periodicamente: veramente strepitosa la pala di altare di Girolamo Genga rappresentante “La Resurrezione di Cristo”, recentissimamente restaurata e che, in occasione della Giornata di Primavera, è stata per la prima volta mostrata di nuovo al grande pubblico in tutta la sua vividezza di colori ed espressività.

 

Sicuramente ben poco convenzionale e rassicurante è poi la piccola e raccolta Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte, di epoca cinquecentesca ma successivamente riedificata con pianta ellittica su progetto del rinomato architetto Ferdinando Fuga. Quello che colpisce maggiormente è però non tanto la facciata semplice ed elegante, né l’interno movimentato e ricco di decorazioni, ma la misteriosa cripta avvolta dalla penombra. Qui tutte le spoglie decorazioni sono realizzate con le ossa dei monaci defunti della Congregazione dell’Orazione e Morte che ha sempre amministrato questo luogo di culto: un altare sormontato da una croce interamente ricoperta di teschi, un’acquasantiera decorata da uno scheletro apparentemente sorridente ed allegro e dei lampadari interamente realizzati con ossa umane sono solamente alcune delle originalissime, e per dirla tutta alquanto lugubri, decorazioni di questa preziosa cripta sotterranea.

 

La nostra visita si conclude infine, una volta raggiunto il termine della nostra piacevolissima passeggiata attraverso i segreti di via Giulia, con quello che ne costituisce il fiore all’occhiello ed il monumento giustamente più rinomato, ossia Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia e primo ed ultimo degli edifici del Rinascimento romano. Alla sua costruzione si avvicendarono gli architetti più richiesti, abili e talentuosi dell’epoca, tra i quali è doveroso annoverare Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo, il Vignola e Giacomo della Porta. Impossibile non ammirare estasiati il maestoso prospetto esterno decorato con gigli farnesiani, la michelangiolesca loggia architravata con doppie colonne sormontata dal grande stemma Farnese, il magnifico atrio del Sangallo suddiviso da colonne di granito rosso in tre navate e ricoperto da una volta a botte con lacunari ornatissimi, l’elegantissimo cortile interno, la Sala dei Fasti Farnesiani interamente affrescata da Francesco Salviati e Taddeo Zuccari e soprattutto la celeberrima Galleria dei Carracci. Capolavoro assoluto dell’epoca di trapasso tra Manierismo e Barocco, fu decorata con scene a tematica mitologica da Annibale Carracci, con l’ausilio del fratello Agostino e la collaborazione del Domenichino e di Giovanni Lanfranco. Particolarmente impressionante, al di là della pur pregevolissima eleganza pittorica e del vivace cromatismo di questi affreschi, è la estrema e spontanea naturalezza che li contraddistingue, che si estende anche alle figure (erme, telamoni, maschere ed amorini) che incorniciano le scene dipinte ed animano ulteriormente la composizione.

 

Dopo essere stati rapiti dall’eccezionalità di questo tesoro della pittura italiana, la nostra visita volge al termine e con questa una giornata assolutamente memorabile offerta dal FAI e la cui perfetta riuscita è stata resa possibile solamente dal generoso ed altruistico impegno di centinaia di volontari di ogni età e provenienza, accomunati da un'unica passione ed istinto: l’amore per l’arte, l’ambiente ed in generale l’inestimabile ed unico al mondo patrimonio culturale che la storia ci ha fortunatamente donato. Seguiamo pertanto il loro esempio acquistando finalmente una reale consapevolezza del privilegio che ci è stato concesso ed iniziamo a proteggere fieramente questo patrimonio che è testimonianza della nostra storia ed al contempo una risorsa preziosissima per il nostro futuro: quale migliore punto di partenza che iniziare a seguire e sostenere le innumerevoli iniziative che il FAI organizza nel corso dell’anno capillarmente sul territorio della nostra magnifica penisola?

 

Rivivete con noi la XVI Giornata di Primavera, ammirando la nostra Photogallery
Sito Internet del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano: www.fondoambiente.it
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