Vendita di cocaina, kobrett, marijuana e crac. Spesso reclutati per fare le sentinelle. Questi i lavori svolti principalmente dai minori, i bambini soldato che la camorra utilizza per i propri affari, un piccolo esercito, invisibile, ma molto attivo. Ma solo questo è Scampia? Una mostra, che è stata inaugurata a Roma, a Casa della Memoria e della Storia lo scorso 1° luglio 2010, dal titolo “Ali bruciate. I bambini di Scampia” - e che riprende dal 1° settembre fino al 22 ottobre, ci racconta meglio questi bambini, oltre la cronaca e i numeri. Storie di solitudine, abbandono, ma anche voglia di guardare oltre le vele e di solcare altri mari. L’iniziativa è organizzata dalla Edizioni Paoline e coordinata dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Dipartimento Cultura - Servizio Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Rai News.
L’esposizione racconta la storia di Davide Cerullo - un ragazzino finito nelle mani della camorra che ha deciso di voltare pagina - attraverso alcune foto di cui egli stesso è autore e che appaiono sul libro omonimo “Ali bruciate. I bambini di Scampia”, delle Edizioni Paoline.
Il libro è il frutto di una lunga conversazione tra Alessandro Pronzato, prete e scrittore, e Davide Cerullo, figlio di Scampia, di questo pezzo di Napoli molto noto per il suo degrado, ma poco noto per la dignità e il coraggio di chi qui vive e combatte.
Davide Cerullo, un giovane di Scampia che, come tanti, ha subito il fascino della vita facile proposta dalla malavita organizzata, ha scelto di uscire dal tunnel della morte, di prendere la parola e di farsi testimone di un cambiamento possibile. Ed è don Pronzato a tirare le fila di questo racconto, a tenere insieme un materiale incandescente, senza rinunciare allo stile arruffato e confuso del racconto; del resto è il mondo caotico di Scampia che è arruffato, è la vita stessa che spesso è confusa e imprevedibile.
Il testo si divide in due parti: una prima che vede susseguirsi squarci di vita – e di morte – nel contesto degradato di Scampia; una seconda in cui Davide e un ragazzo, Ciro, si affacciano idealmente su quella realtà di dolore, di ingiustizia e di sofferenza, ma anche sulla speranza, la gioia e il bene, alla ricerca di «una ragione valida perché si possa e si debba cambiar vita».
Molto intenso e eloquente l’inserto fotografico di Davide Cerullo.
Un libro dalla agevole lettura che ti prende, ti coinvolge, ti fa soffrire e ti appassiona, ti inquieta e ti interroga, ti pone problemi che, quasi sempre, sfuggono a coloro che non li vivono direttamente… questo libro-testimonianza di Davide Cerullo ci riporta innanzitutto al coraggio di una persona, ancora giovane, che ha scelto di cambiare e di uscire dal tunnel… ci parla di un pezzo di Napoli, di un quartiere sofferente e complesso, di un campione di debolezza e di precarietà, di una realtà difficile e drammatica che sembra l’inferno ma non lo è ed è piuttosto il calvario di tanti innocenti…
La mostra sarà visibile fino al 22 ottobre 2010.
INGRESSO LIBERO
Per informazioni:
Casa della Memoria e della Storia
da lunedì a sabato 9 – 19, domenica chiuso
Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) – Roma Tel. 060608, 06 6876543
Prenotazioni visite guidate per gruppi e scolaresche:
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www.casadellamemoria.culturaroma.it
www.estateromana.comune.roma.it
























